Roma e le altre

E’sempre bello vedere quanto in basso siano gli altri, è qualcosa che ci nobilita.

In questi giorni i cari amici a cinque stelle non hanno mancato di edificarci con tante e tali figuracce, uscite grottesche e comportamenti al limite del “io ? io non li conosco, io sono spagnolo” che seriamente uno si chiede come facciano ancora a votarli.

Vediamone insieme qualcuna focalizzandoci su quell’enorme problema su due gambe chiamato “Roma”: in queste ore Toninelli (ma tutto il M5S gli fa eco) ha orgogliosamente rivendicato:

…’a Toninè, macchì te la tocca ?

Sia chiaro: al PD conviene che la Raggi resti lì a far sprofondare Roma nella cacca, cosa che peraltro le sta riuscendo benissimo anche senza il famigerato “complotto” di tavernicola memoria.
E così oggi vediamo insieme qualche bella grana romana…

Tanto per cominciare la settimana scorsa è andato a fuoco l’ennesimo autobus ATAC.

Per capirsi: i motori diesel non vanno a fuoco tanto facilmente, perché lo facciano devono essere veramente ridotti male e mancare del tutto di manutenzione ordinaria.

“Perderne uno, signor Worthing,può essere considerata una disgrazia, ma perderne due è sbadataggine!”

Già, perché può capitare che l’ATAC per motivi vari sia messa così male da lasciare che uno esploda… ma in un qualsiasi posto (anche nelle città peggio amministrate) dopo il primo che va a fuoco chi di dovere, pure se se n’è sempre fregato, pure se ha sempre non fatto la manutenzione, pure se s’è sempre fregato lo stipendio timbrando il cartellino per poi andare a fare la spesa… pure in questi casi per istinto di sopravvivenza sarebbe corso a fare quel minimo di manutenzione ai restanti autobus per evitare che la cosa succedesse di nuovo.

No rocket science… qualcuno (verosimilmente i vigili del fuoco o la magistratura) prima o poi controllerà quel che resta e dirà perché gli autobus hanno preso a rievocare i fasti di Nerone in epoca moderna… e siccome non mi pare che i mezzi pubblici (l’ultimo Mercedes) di norma nel resto d’Europa odel mondo vadano a fuoco per autocombustione va da sé che verrà fuori che il problema non è congenito ma legato alla negligenza di qualcuno… di qualcuno in ATAC.

Visto che nessuno (tranne forse a Roma) vuol beccarsi un procedimento per omicidio colposo logica vuole che la cosa si sarebbe dovuta fermare col primo… e invece la morìa continua.
…e questo è l’aspetto più tecnico della cosa, ma passiamo a quello più eminentemente politico: com’è che nessuno è andato a chiederne conto all’assessore addetto ?

E’strano, queste cose corrispondono ad una delle poche posizioni in cui esiste un assessore fin dall’inizio del mandato (roba rara per la giunta Raggi). Gli autobus continuano ad andare a fuoco come se nulla fosse e nessuno va a chiederne conto all’assessore responsabile. L’attuale assessore delegato a trasporti, mobilità e via dicendo si chiama Linda Meleo, ed è questa persona qui:

Linda Meleo

In altre condizioni (chessò, si chiamasse “Berdini” ad esempio) a quest’ora i giornalisti l’assedierebbero, e invece è già tanto che qualcuno si ricordi che esiste.
Il soggetto in questione è già stato capace di buttare fuori i precedenti vertici di ATAC (fra cui l’ex DG Marco Rettighieri) che stavano rimettendo l’azienda pubblica sulla giusta strada per ficcarci invece tale Manuel Fantasia che, ad oggi, non ha esattamente brillato.
Tanto altro ci sarebbe da dire ma non è il caso di fare un esame approfondito della cosa, basti sapere che s’è spesso parlato (lo dice Rettighieri stesso) di pressioni della Meleo, quel che è certo è che non sembra che la direzione data dall’assessore capitolino sbuchi da qualche parte, però a quanto pare nessuno sembra o vuole accorgersene.

E’evidente (cfr. Micaela Quintavalle) che il M5S a Roma si tenga stretti i dipendenti di ATAC (perché sono voti), purtroppo è altrettanto vero che la parabola di ATAC ricorda da vicino quella di Alitalia ovvero quella di un vivaio di voti economicamente improduttivo.
Anziché risanare o vendere l’attività quando si poteva fare ATAC è stata mantenuta così com’è per interessi politici col risultato che dopo che per qualche voto, s’è permesso ad una situazione già grave di cronicizzare ed alle metastasi di proliferare; la società è diventata economicamente fallimentare e, in assenza di folli disposti a comprarsela, la strada maestra sembra essere quella che porterà al fallimento con accluso licenziamento delle maestranze… cosa che peraltro per certi versi mi fa anche piacere visto che, nei fatti, tali maestranze sono più parassitarie che utili per la società. Con buona pace dei sindacati di categoria (ricfr Micaela Quintavalle).

Nota a margine:

Traduzione: non li ho comprati io, la mia amministrazione non c’entra niente ma siccome c’è la morìa di mezzi pubblici faccio lo show lasciando intendere che se entrano in servizio è grazie alla mia (non) azione.

 

Ma magari le rogne di Roma fossero legate solo all’ATAC… ne ho scritto solo perché nessuno vuole esaminare nel dettaglio la cosa… la verità è che basta seguire la cronaca per vedere come stanno messi nella capitale.
C’è una sindaca che, stanca per nove mesi di non si capisce bene cosa, decide di farsi la settimana bianca per riprendersi e quindi molla tutto e va a sciare. Per una questione di chiamiamola sfortuna questa “gita fuori porta” corrisponde al periodo in cui a Roma si ricordano le fosse ardeatine, e così la sindaca “da buca” alle commemorazioni.

Ok, ci sta; poco pulito ma mettiamo… può capitare. Quello che è strano è che manco due giorni dopo tali commemorazioni a Roma ci sono i festeggiamenti per il trattato di Roma con tutti i capi di stato dell’UE (tranne uno) e lì la Raggi pur non avendo alcun ruolo “formale” si fa vedere con tutto l’armamentario del caso, dalla fascia al pletorico staff che la segue ovunque …ma di questo ne parleremo dopo.

Viene da chiedersi: ma perché le fosse ardeatine no ed i festeggiamenti per il trattato di Roma sì ? La risposta ovvia è che “il sindaco alle fosse ardeatine non se lo fila nessuno mentre farsi vedere lì con tutti i capi di stato fa molta pubblicità”. Ok, ci sta. E’un ragionamento disgustoso ma ci sta. Quello che non ci sta è la scusa:

La scusa

In pratica “c’ero già stata una volta, libera tutti”. Nessun ulteriore commento.

 

Ma è proprio la sua performance al vertice che ha lasciato di stucco: da un lato ha mostrato una tale incisività e presenza scenica che per poco la Merkel non la scambiava per una parcheggiatrice abusiva e chiamava i vigili (in effetti la Raggi, in debito di visibilità, è stata costretta a ri-chiamare la Merkel che l’aveva liquidata come una non-presenza per farsi fare una foto ad uso… boh) dall’altro il suo contributo al tutto si può ridurre ad un lunghissimo discorso (scritto da Rocco Chissacchì) e declamato ai vari vertici dell’UE che si chiedevano che cavolo ci facesse lì la brutta copia d’un sindaco.

La cosa “bella” è che il discorso era così noioso che persino la Merkel (sempre lei) che sul protocollo è molto formale ad un tratto, stufa di sentire Virginia che recita la poesia a memoria decide che è più produttivo ciondolare per la sala osservando le varie opere e perdere tempo altrove come si può vedere da 4:30 in poi piuttosto che star lì a sorbirsi la lezioncina sulle virtù della democrazia diretta.

Non contenta la Raggi ha pensato bene di fare anche il photobombing (vale a dire piazzarsi in bella vista in ogni foto anche solo lontanamente ufficiale) come un Silvio “mister Obama” Berlusconi qualsiasi.

Il massimo del minimo “pubblico” è stato presentarsi lì alla foto ufficiale dei capi di stato con la fascia… foto di stato che quindi ritrae 27 capi di stato dell’Unione Europea ed una tizia con la fascia da sindaco che s’è messa lì di fianco, come se c’entrasse qualcosa.

Trova l'intruso

Trova l’intruso

 

Al massimo del minimo “pubblico” però s’appaia anche il massimo del minimo “privato”, vale a dire i comportamenti decisamente “cafonal” della tizia stessa che c’ha tenuto a farsi (ri)conoscere dagli altri capi di stato.

In pratica avendoci i leader di oltre venti stati a casa è evidente che non puoi dirgli “pranzo al sacco” e non puoi neppure portarli al bar per un caffè e due cornetti, magari “pagati alla romana”… e così ovviamente l’organizzazione dell’evento aveva previsto che per i capi di stato intervenuti fosse disposto un apposito rinfresco… rinfresco che, per questioni di cortesia, era stato esteso anche alla sindaca.

Ok. Fatto sta che il rinfresco era stato esteso alla sola sindaca, non a lei ed a chiunque si volesse portare dietro… e invece la Raggi, in stile Totò, appreso che “si mangia gratis” ha pensato bene di presentarsi alla colazione con tutto il suo entourage… ovvero una mezza dozzina fra segretari, portaborse e via dicendo. E fu così che fra il premier olandese e quello belga c’era il portaborse particolare di Virginia, che non sarebbe manco male se non fosse che magari i ventisette volevano parlare di “cose serie” e riservate e gli sarà riuscito difficile farlo con uno stagista spaparanzato sul divano in pelle che divora tartine.

Virginia Raggi in una reincarnazione precedente

Ovviamente l’immagine data non è delle migliori, ancora meno se pensiamo che i grillini sono sempre stati estremamente critici sulle spese altrui (specie quelle “non produttive” come voli di stato, pranzi ufficiali e via dicendo)… epperò quando hanno modo d’infilarsi, a spese altrui, non solo non mancano ma si portano dietro il comitato elettorale.

 

Cambiamo argomento e passiamo all’ultima delle vicende romane… vale a dire la storia delle firme sospette.

No, non parliamo delle firme false del Movimento 5 Stelle di Palermo e non parliamo delle firme false del Movimento 5 Stelle di Bologna, parliamo di questo servizio qui.

Un inchiesta delle iene di qualche giorno fa ha messo in luce una presunta irregolarità nelle firme raccolte per l’elezione della sindaca stessa, a quanto pare i moduli su cui sono state raccolte le firme sarebbero stati firmati prima che le firme stesse vi fossero apposte e, cosa ancora più strana, il documento ufficiale, in cui si rende conto che sono state raccolte X firme, porta una data antecedente a quella in cui le firme sarebbero state effettivamente raccolte. A chiudere il quadro c’è il fatto che i certificatori che avrebbero raccolto le firme sono dieci, mentre i banchetti per raccogliere le firme a Roma erano una ventina… cosa che lascia un po’perplessi.  (è a questi fatti che si riferisce Toninelli sopra quando dice “il sindaco di Roma è la Raggi e non ci potete fare niente (gne gne)”)

La vicenda in sé è semplicemente “strana”, starà agli altri ex candidati decidere se vogliono fare ricorso e procedere in sede legale (a quale scopo e con quali risultati non è dato saperlo) per capire se dietro c’è qualche sorta di dolo. La cosa non ci riguarda, quello che ci riguarda è il modo di fare approssimativo, il poco rispetto per le norme giuridiche (che poi sarebbero leggi anch’esse, quelle su cui i grillini sono pignoli fino alla pedanteria quando i fatti riguardano altri) e le reazioni, riassumibili in “è tutto regolare, ad ogni modo noi controlleremo, e allora il PD ?”.

La cosa è abbastanza comica perché stiamo parlando di “tutto è regolare” da parte di quelli che manco ieri se la prendevano con Tiziano Renzi (noto per lo più per essere il padre di Matteo Renzi) per aver consigliato un gelataio ai gestori d’un centro commerciale. Cioè, mi spiego meglio: se Tiziano Renzi dice “quello lì il gelato lo fa buono” la cosa diventa subito “scandalo” con tanto d’articolo in prima pagina sul Fatto Quotidiano e sull’Huffington post (ciao Lucia Annunziata, salutami Massimo D’Alema) con accluso il solito strombazzo di grillini mentre se la Raggi presenta carte sballate (false ?) per candidarsi invece “non c’è niente da vedere” e “controlleremo noi”.

Il bello è che i grillini se lo dicono da soli “non c’è niente” sulla base del “controlleremo”. Loro stessi. Altro che conflitto d’interessi… il principio giuridico che in caso di presunte irregolarità la cosa vada verificata dalla magistratura (se chi di dovere vorrà muoversi in tal senso) che è terza e super partes se lo sono già bevuta fra un post e l’altro.

La costruzione stessa del comunicato è comica: non c’è nulla d’illegale VIRGOLA controlleremo. Cioè prima dai la sentenza e poi, casomai, fai le indagini. Quando tocca ad altri non bastano mille prove, diecimila atti, cinquantamila deposizioni… quando tocca a loro l'(auto)assoluzione parte prima ancora del processo di verifica.

Non mi credete ? andate a guardare i vari servizi dei difensori d’ufficio (aka l’organo ufficioso del Movimento 5 Stelle, il fatto quotidiano). 1, 2 e 3.

 

Enon parliamo per brevità di tutto il resto… vale a dire dell’immondizia, del degrado, delle strade piene di buche (ben più di quando c’era Marino), dei guai della giunta coi suoi ex-membri tuttora sotto custodia delle forze dell’ordine, dello sfratto all’asilo Celio azzurro e delle altre dieci, cento, mille cose che sotto la Raggi vanno male. Perché sì, Roma se la passava male già sotto Alemanno e se l’è passata male sotto Marino… ma sotto la Raggi se la sta passando infinitamente peggio e dopo quasi un anno di mala amministrazione (o peggio: non-amministrazione) della città la scusa del “è colpa di quelli prima” non regge più.

Questo riguarda solo parte di quello che succede in una o due settimane dell’amministrazione M5S a Roma… altrimenti ci sarebbe voluto un libro (non me ne voglia Di Maio se uso il termine nell’accezione che gli è propria) delle dimensioni di Guerra e pace.

 

In chiusura ci tengo a far notare che questa personcina è così solenne e super partes da rilanciare roba di questo genere dal suo account pubblico…

…il che ci porta a ribadire ancora una volta che Buzzi è stato definito non credibile dai PM (cioè in pratica dall’accusa), che il tizio ha fatto sì 116 nomi per lo più del Partito Democratico, ma che su 113 di essi è già scesa l’archiviazione perché, in pratica, il soggetto in questione ha mentito e tirato in mezzo nomi e persone per alleggerire la sua posizione cercando di scaricare su terzi (che la procura ha accertato essere innocenti) le sue responsabilità e le colpe su reati che, evidentemente, ha commesso lui.

Delle altre fesserie, quelle del Movimento 5 Stelle nazionale, di quelle (specie quelle su Europa ed economia) ne parlerò la prossima volta…

 

PS: Gli auto/filobus inaugurati dalla Raggi (ma acquistati dalle amministrazioni precedenti) sono già guasti. Ora per magia dopo il trionfale “ce l’ho fatta” di qualche ora fa torneranno ad essere “roba di quelli prima”.