RIASSUNTINO MINIMO

Una settimana densa di eventi, l’ultima, dominata dall’attentato di Parigi, sul quale neanche provo a fare considerazioni mie, perché non voglio aggiungere altro rumore a quello già assordante creato dai media. Rumore, rumore, rumore. Retorica e parole in libertà, nelle quali è difficile trovare qualche informazione attendibile o qualche analisi anche minimamente seria.

Fra i pochissimi effetti collaterali positivi del tragico evento, oltre a qualche tentativo di ricompattamento e maggiore serietà da parte dei litigiosi europei, e a un riavvicinamento tra Obama e Putin, c’è anche quello di avere fatto sparire dai radar le piccole beghe di casa nostra. A cominciare dal caso De Luca, che fino a pochi giorni fa sembrava il centro del nostro ristretto universo.
Certo, gli eventi di Parigi hanno anche portato vento alle vele dei Salvini e delle Meloni. Ma fino a un certo punto, dato che questi personaggi sono di levatura troppo scarsa per approfittare appieno di una congiuntura così favorevole per loro. Strillare contro l’accoglienza ai profughi e per la chiusura delle frontiere è scontato ma non completamente efficace, dato che è abbondantemente evidente che i macellai di Parigi erano nati e cresciuti in Europa. E quanto alle misure da prendere, questi personaggi riescono solo a rimasticare banalità o a dire assurdità.

Nel concreto, prevedo solo una battuta di arresto alla legge sullo ius soli e un aumento delle vessazioni pubbliche e private agli Abdul e Mohamed di casa nostra; spero che insieme a queste ci siano anche controlli seri sui centri islamici eversivi che indubbiamente esistono. Ma a questo non ci pensa Salvini, per fortuna.

Un altro effetto collaterale che definirei positivo è la complessiva figuraccia fatta dai nostri amici grillini, che si sono scoperti assolutamente balbettanti, quando non afasici, di fronte a un evento tanto più grande di loro. Da tempo sono stati programmati a dire che qualunque problema si risolve col reddito di cittadinanza, ma in questo caso sostenere tale tesi diventa assai problematico. Perfino il loro supporter Travaglio ha dovuto riconoscere che il bieco Renzi, confrontato col problema del terrorismo islamico, né è uscito assai meglio dei ragazzi meravigliosi. Mi auguro che il popolo italiano tragga le dovute conclusioni…anche se ci spero poco.

Sul versante delle cose di cui si poteva fare a meno, segnalo la ricomparsa di Oriana Fallaci e delle sue invettive anti-islamiche. E tutto il coro giù a dire, che era profetica, che è stata emarginata (??), che dobbiamo rivalutarla (???). Io non voglio entrare nel merito delle sue tesi, anche perché non ho letto il libro con le invettive sull’islam e l’islamismo; ho messo il ban ai parti letterari fallaciani (fallaci?) dopo la lettura del, francamente stomachevole, “Lettera a un bambino mai nato”. Osservo solo che un certo numero di sue osservazioni la arruolano a pieno diritto nell’armata dei reazionari militanti: l’Europa “soggiogata” dai maomettani che spadroneggiano; che ha “rinunciato alle sue radici cristiane” (dove l’ho già sentita, questa?); che, addirittura, ci rovina “nutrendoci di OGM”.

Notate che scrivo reazionari, non fascisti. Il fascismo è un episodio preciso, nella storia: l’anima reazionaria è una sorta di archetipo eterno, menti chiuse e occhi rivolti all’indietro che non riescono a capire, e ad adattarsi, al perenne mutare del mondo. E favoleggiano di un “prima” mai esistito, in cui tutto andava bene, i costumi non erano corrotti, gli umani erano timorati di dio e obbedivano alle leggi, e via dicendo.

E alla fine, anche i grillini, con il loro inneggiamento mitico ed astratto all’”onestà” come virtù innata e primigenia, rientrano, sia pur dalla scala di servizio, nella grande famiglia dei reazionari di tutti tempi.