Altro giorno, altre considerazioni…

Qualche considerazione veloce in ordine sparso…

 

La moneta fiscale

Ragionamenti semplici.

Tutti gli stati hanno una cosa che si chiama debito pubblico.
Il debito pubblico è l’insieme di debiti che lo Stato ha verso terzi sotto forma di titoli del tesoro, che in Italia sono meglio noti come BOT, CCT e via dicendo.
Non è una cosa solo italiana, noi abbiamo i BOT, i tedeschi hanno i bund ed ogni altro paese c’ha i suoi.

Ogni Stato paga, alla scadenza, i suoi debiti e per farlo da una parte emette nuovi titoli di debito (che vengono venduti “all’asta”) e dall’altra usa i soldi che “entrano” da tasse, imposte e via dicendo.

Perché si fa così ? Perché se domani casca un ponte a Civitavecchia (per dirne una) e tocca ricostruirlo è più sensato emettere titoli di debito, venderli e farsi dare i soldi per ricostruirlo subito piuttosto che dire “vabbé, fate senza per un po’, quando lo Stato raccoglie abbastanza soldi vi destina la quota per la ricostruzione”.

Enterunt la “moneta fiscale” del Movimento 5 Stelle.

Lo Stato dovrebbe emettere dei buoni per pagare le tasse, buoni da distribuire “gratuitamente” alla popolazione (il non detto è che questi buoni sarebbero usati per pagare “redditi di cittadinanza” e probabilmente i dipendenti pubblici, ma se lo si dicesse in chiaro ci sarebbe una sollevazione popolare).
Sì, ma a che servirebbero ? Servirebbero a pagare le tasse (per capirsi: tasse vuol dire il bollo auto, non l’assicurazione della macchina).
Questi titoli (chiamati CCF) avrebbero quindi un “mercato” in cui chi deve pagare delle tasse (tante tasse) può “comprarli” con “euro veri”. La convenienza starebbe quindi nel fatto che un CCF “da mille euro” all’acquirente costerebbe meno di mille euro, altrimenti il tizio fa prima a pagare le tasse direttamente in euro.

E qui già c’è qualcosa che non torna in quanto il valore “nominale” dei CCF non sarebbe quello attuale; alla fine i CCF sarebbero venduti con prezzi che variano in base alla domanda (se ci sono tanti CCF e pochi acquirenti è ovvio che partirebbe la “gara al ribasso”, specie se questi CCF li vendono i singoli privati in stile “mercato nero”, senza regolamentazione) quindi un CCF da 1.000 euro potrebbe benissimo costare, per dire, €50.

Grandissimo slancio economico per le aziende che con €50 reali possono pagare tasse per €1.000, grandissima presa per i fondelli per chi viene pagato in CCF e grossa perdita per lo Stato, che deve mantenersi solvibile (l’abbiamo visto sopra come funzionano gli stati) coi suoi titoli che, per ragioni ovvie, non possono essere “pagati” in CCF.

Va da sé che lo Stato per non andare fallito dovrebbe trovare un modo per “spremere soldi” aggirando i CCF cosa che porterebbe a tre scenari possibili:

  • stabilire che alcune tasse vanno pagate in euro (cosa che renderebbe i CCF inutili)
  • creare un sistema di tassazione indiretta che aggira i CCF (cosa che renderebbe i CCF inutili, e scaricherebbe il “peso fiscale” sui ceti deboli)
  • alzare le tasse quanto basta per incassare la stessa cifra nonostante i CCF

Quindi, esattamente, a che servono i CCF ?

La ragione è presto detta, i CCF servono a poter dire contemporaneamente “non stampiamo soldi”, “stampiamo miliardi” e “li diamo gratis”… il tutto nelle prime cinque righe di un fumosissimo documento fatto apposta per non far capire alla gente che si tratta dell’ennesima fesseria demagogica.

 

 

Il libro del M5S sull’Europa

Questo capitolo è proporzionale al “libro”: 15 pagine di cui 7 di frontespizi, indice e loghi.

In 8 pagine nette (e manco piene) a capitolo budget europeo c’era abbastanza spazio per scrivere che l’Unione Europea dovrebbe avere un’unica capitale anziché più sedi.

 

 

Cher, 1998: Believe

In un’intervista che manco l’istituto LUCE (anzi, trattandosi del M5S è meglio scrivere LVCE) la Salvatore (capogruppo in Liguria del Movimento) spiega che il Movimento 5 Stelle è democratico, ed è proprio perché è democratico che alla fine è Grillo a decidere chi si candida e chi no, perché lui garantisce la democrazia del Movimento.
La Salvatore ci spiega anche che se la Cassimatis è stata esclusa (dopo aver vinto) è perché chiaramente ci sono dei documenti che provano che la Cassimatis ha avuto dei comportamenti o degli atteggiamenti ostili al M5S. Delle prove insomma. La Salvatore spiega pure che queste prove lei non le ha viste, ma sicuramente le ha viste il garante… ed il garante è democratico, il garante è giusto, il garante non sbaglia, il garante non mente, bisogna credere al garante, all heil il garante.

La Salvatore ha le pupille dilatate oltre il normale, sbatte gli occhi in continuazione, continua a muovere la testa immotivatamente e con scatti inconsueti… insomma, la Salvatore non avrebbe sfigurato a Jonestown.

…oh, la Salvatore parla con nonchalance di energy drink alla cicuta.

 

 

L’invasione degli ubercorpi

Fortunatamente non guardo la TV, sfortunatamente me ne parlano.

Pare che ieri sera non si potesse cambiare canale senza imbattersi in un grillino in qualche salotto televisivo che spiegava perché loro sono il futuro del mondo e tutti gli altri sono morti. Sì, la stessa gente che nel 2013 ha espulso ignominiosamente la portatrice sana di punto G Federica Salsi per essersi presentata ad un talk show.

Come cambiano i tempi, specie se si pensa che a fare da scendiletto ai grillini (interviste che paiono concordate, praticamente nessun contraddittorio) ci s’è messa pure Bianca Berlinguer, che così dimostra il teorema di Barbara Spinelli: non basta averci il cognome (ed il papà) bravi per valere qualcosa.

 

 

D’Alema e soci

MDP è un partito così rilevante che se fate la somma scoprirete che i voti sono sempre gli stessi: quelli dei cespuglietti di sinistra, solo “divisi” in modo diverso a causa dell’ingresso in scena di leader carismatici come Speranza, D’Alema e Bersani (c’è del sarcasmo, sappiatelo!).

Questa gente, oltre ad essere già ai ferri corti perché non sanno manco quale sia la loro posizione (su cose marginali però, tipo Bersani che vuole dialogare col M5S e Rossi che non li vuole toccare manco con lo stecco) ha già fatto marcia indietro sulla questione mattarellum, quella che sosteneva quando c’era da fare la fronda a Renzi dentro al PD.

Ora non gli sta più bene e preferiscono votare col proporzionale… la semplice ragione è che lo sbarramento del mattarellum è tale che probabilmente finirebbero fuori dal Parlamento (questo perché in barba alle loro previsioni non li ha seguiti praticamente nessuno)… meglio sperare di raccattare una o due poltroncine col proporzionale secco.

Commento personale: mi appello a Giachetti (guardate tutto il filmato perché è pertinente nella sua interezza).

 

 

De Luca superstar

L’uomo si può amare o odiare però in genere quando succede un putiferio (ed in particolar modo quando il putiferio è “lanciato” dal Fatto Quotidiano) alla fine, andando a guardare nel merito esce fuori che le cose non stanno mai come le raccontano.

Il seme della discordia è un “chiattona” che il governatore ha rivolto alla capogruppo M5S in regione Campania Ciarambino.
La notizia è che De Luca non si tira indietro e non ha intenzione di scusarsi per quello che ha detto.

Due considerazioni in merito: la prima, più semplice, è che “chiattona” è una parola degradante (e bla bla bla) però non è un insulto sessista, anche perché “chiattoni” sono pure Adinolfi e Ferrara, e non mi pare che i due rientrino nel gentil sesso (se mi sbaglio mostratemi le prove risparmiandomi le foto di nudo integrale, ve ne prego). La seconda è che se la tizia stava effettivamente comportandosi in quella maniera (vale a dire interrompendo e dileggiando una persona che, indagata ed infamata per un’accusa dimostratasi non vera, era tornata in consiglio a rivendicare la sua onestà) allora “chiattona” è il minimo che ci si poteva aspettare.

E qui una noticina a latere ci va: il Movimento 5 Stelle è il partito delle offese gratuite al prossimo. Grillo c’ha fatto carriera come comico offendendo ed i suoi proseliti non sono da meno.
Si parla di gente che non ha battuto ciglio (anzi, spesso hanno rilanciato lo stesso termine) quando Grillo ha definito Renzi “minorato morale”… e ‘sti qua si lamentano perché qualcuno offende loro ?
E’il remake di quando dopo aver infamato in ogni modo le donne del PD (vi ricordate quando un parlamentare del M5S disse che la Pini era entrata in Parlamento a forza di pompini ?) i grillini si sono messi a piagnucolare perché De Luca ha chiamato la Raggi “bambolina imbambolata”… e due giorni dopo hanno ripreso, come nulla fosse, ad infamare (anche lì, di nuovo, in modo pesante e sessista) gli avversari.

Onestamente, non convincono nessuno.