Non aspettatevi nulla da questo governo (e nemmeno da un altro)

Immaginate una azienda in cui l’amministratore decide di assumere nuovi impiegati, comprare nuovi arredi, nuovi computer, piante di ficus e auto aziendali sulla base di previsioni di incasso elaborate sulla proiezioni dei dati di vendita.
L’anno successivo, facendo i conti, si scopre che quelle previsioni di guadagno erano troppo ottimistiche, e che le entrate non coprono i costi, ma
purtroppo ormai i soldi sono già stati spesi, quindi non resta altro da fare che chiedere altri fondi agli azionisti per ripianare il buco di bilancio.

Adesso immaginate che la cosa si ripeta regolarmente ogni anno.

Impossibile eh? già, perché un amministratore che si comportasse in questo modo verrebbe cacciato subito, forse già al primo anno.
Ma se il potere di decidere non fosse in mano agli azionisti, ma agli impiegati, nessuno vorrebbe cacciare chi li ha assunti, gli garantisce un reddito e gli ha pure rinnovato i mobili in ufficio. Voterebbero per l’amministratore delegato che gli garantisce tutto ciò a spese degli azionisti.

Adesso mettete il governo al posto dell’AD, i tax payers al posto degli azionisti, e i dipendenti pubblici al posto degli impiegati, e capirete perché in Italia da 50 anni a questa parte funziona esattamente così.
Ogni anno lo Stato incarica l’Istat, Bnkitalia, il MEF di fare i conti e calcolare quanto incasserà (di tasse) per l’anno che viene e lo Stato spende sulla base di quelle previsioni; salvo poi che queste previsioni vengono sempre, regolarmente, costantemente, toppate!

Il bello è che a fare queste previsioni non sono degli ignoranti, analfabeti funzionali, incompetenti ecc. … ma tutte persone laureate con tanto di Phd, stimati professionisti più tronfi di Burioni, che non li puoi accusare di nulla, perché loro “sanno”.

Fatto sta che l’anno dopo si accorgono che le previsioni erano troppo ottimistiche e i soldi non bastano per coprire le spese e allora che fanno per far quadrare i conti?

Aumentano le tasse.

Questo succede regolarmente ogni anno, a volte sono state necessarie più “manovre correttive” già durante l’anno in corso. E’ così che, un po’ alla volta, siamo diventati il paese con le tasse più alte del mondo.
In questo modo viene aggirata la legge che impone il pareggio di bilancio, fissata in costituzione per dimostrare all’Europa che eravamo diventati un paese serio, e non più un branco di socialisti.

Se autorizzassero una spesa maggiore delle entrate sarebbe incostituzionale, ma se invece il destino cinico e baro fa si che vengano incassati meno soldi di quanto previsto, non c’è dolo, ci sono soli contabili cialtroni che sbagliano le previsioni (ma non vengono mai cacciati, chissà perché) e la comoda scusa dell’evasore, a cui attribuire tutti i mancati mirabolanti incassi previsti dal legislatore, quindi, è tutto OK, la legge non è stata violata, basta aumentare le entrate, e siamo a posto.

La loro malafede è talmente palese che hanno inventato le “clausole di salvaguardia”.
Cosa sono le “clausole di salvaguardia”? si tratta di questo: il governo fa una previsione di incassi talmente campata in aria che tutti si mettono a ridere, e ben sapendo che quei calcoli sono sballati, mette le mani avanti dicendo: “se PER CASO (ha ha ah!) dovessimo scoprire che abbiamo toppato i conti e speso troppo, il buco di bilancio sarà ripianato con l’aumento dell’IVA, facendo così salvo il pareggio di bilancio

E’ per questo che l’IVA aumenterà al 25%, e lo stato si prenderà un quarto del valore della merce venduta (clausola stabilita dal governo precedente). Ma l’aumento dell’IVA grava anche sui dipendenti pubblici, per cui il governo evita accuratamente di applicarla finchè può. La sua entrata in vigore viene rimandata di anno in anno, calciando il barattolo più lontano, possibilmente tra i piedi del nuovo governo, dopo le elezioni.

Insomma non aspettatevi nulla da un cambio di governo, nessun governo rinuncerà a questi giochetti finché dipendenti pubblici, pensionati e relativi familiari saranno maggioranza e avranno diritto di voto.

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