La stasi gli fa una pippa

Riferisce l’ADN kronos che i portaborse a dei grillini si sono visti recapitare un questionario da una società che si occupa di lavoro interinale, uno di quei questionari che si fanno per valutare le attitudini dei cassieri dei supermercati.

Domande molto personali del tipo:

  • “sei sposato? hai figli?”
  • “come cammini?”
  • “Se la stanza è piena, stai vicino ai muri, evitando il centro?”

Una situazione che non lascia tranquilli i dipendenti e che richiama la vicenda del ‘Disciplinare tecnico’ già sottoscritto, la scorsa primavera, a marzo 2017, dove oltre ai divieti posti ai collaboratori (dal non poter utilizzare in ufficio la mail privata, chiavette Usb e altre norme restrittive) si prevedeva un controllo diretto da parte del Movimento sui personal computer dei dipendenti.

In sostanza i vertici grillini chiedevano alla Camera dei deputati di ‘condividere’ il controllo dei personal computer di lavoro dei dipendenti, arrivando alla possibilità di gestione del pc da remoto.

 

 

Non è certo una novità da parte dei grillini, e infatti la notizia non ha suscitato nessuno scalpore.

Immaginatevi cosa succederebbe se il partito della Merkel controllasse da remoto i PC dei suoi eletti e dei suoi collaboratori. Un casino inenarrabile, la cancelliere sarebbe costretta a dimettersi.

Da noi niente.
Gli elettori dei 5 stelle sembrano assolutamente insensibili a tutte le prove che testimoniano come gli eletti del M5S siano completamente in balia delle decisioni della Casaleggio, ed il motivo è semplice: non sembrano insensibili, lo sono.

Non gli importa che Di Maio sia solo un pupazzo e che Grillo faccia e disfaccia le regole a suo piacimento, anzi, è possibile che molti grillini siano segretamente compiaciuti di come vengono pubblicamente umiliati i deputati dei cinque stelle.

Gli elettori grillini provengono prevalentemente da un’area convintamente socialista (sia rossa che nera), dove l’idea della guida illuminata del caro leader è retaggio culturale, e che sono stanchi di strisciare ai piedi dei politici elemosinando favori. Politici bugiardi che promettono e non mantengono; ben venga dunque la guida dell’uomo forte, autoritario, che tratta da burattini i politici sottomettendoli alle sue direttive; direttive alle quali il voto farlocco on-line concede l’illusione di poter partecipare a definire (o almeno influenzare).

grillo-soviet

Chi non capisce questo continua ad attaccarli sulla poca trasparenza e sulla sottomissione a Grillo, sulle gaffe Di Maio e sulle grilline che credono alle sirene e alle scie chimiche, che sono invece i loro punti di forza, salvo poi sbalordirsi se sono diventati il primo partito.

I grillini sanno che i loro eletti sono degli imbecilli, lo sanno, e godono nel vederli umiliati. Anzi. L’insipienza delgi eletti è motivo di speranza. “Se c’è l’ha fatta uno come Di Maio, possono farcela tutti, anche io”.

Non è importante chi vada a governare, l’importante è che esegua gli ordini di Grillo/Casaleggio/voto on line, e se è una persona insipida, incapace, dozzinale, tanto meglio, è garanzia che sarà docile e remissivo gli ordini di scuderia.

Detto questo cosa potrebbero fare gli altri partiti per contrastarli?

Avrebbero un atostrada davanti a se se volessero. Potrebbero contestare il programma di Grillo citando la sua inapplicabilità numeri alla mano, opporsi al populismo becero e straccione, fatto di elemosine e statalismo con un programma realistico e liberale.

Ma non possono, perché il populismo straccione, le mance elettorali, lo statalismo esasperato è anche il loro programma, per cui anziché contrastarli li inseguono sul loro terreno.

E tra la copia e l’originale, gli elettori chi dovrebbero scegliere?

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