I migranti che piacciono alla sinitra

I migranti che piacciono alla sinistra sono quelli che raccolgono pomodori, prendono le botte dai fascisti, e ci pagano le pensioni.
Giammai vorrebbero migranti di successo che fanno gli imprenditori, i “padroni” (evasori), o peggio che competano con loro per i posti pubblici.
Che siano boveri migrandi da difendere, negri, poveri e ignoranti. E che votino a sinistra per riconoscenza a chi gli ha concesso lo jus soli.
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Mi permetto di dire un mio pensiero…..
Ad oggi credo che la vicenda Daisy Osakue abbia abbastanza materiale per essere archiviata anche se stanno subentrando altre evoluzioni. Non le voglio sapere…non mi interessa…ma tralasciando l’ipocrisia e la corruzione vomitevole dei media di questi giorni, la strumentalizzazione dei partiti, la spietata macchina del fango e della falsa informazione, la corruzione di una certa classe politica mossa non da ideali di solidarietà e umanità come ci vuol far credere ma da puri interessi economici e per riconquistare il potere perso in questo paese, sapete la cosa che mi fa piangere ?!?!?
Daisy è nata in Italia 22 anni fa, ha frequentato tutte le scuole in Italia, la sua prima lingua è l’italiano e si sente italiana. ITALIANA DI NASCITA!!!….. Ma i giornalisti sono riusciti a farle i complimenti per il suo italiano come se fosse sbarcata 2 giorni fa a Lampedusa….
Vedete, questo è il vero problema di razzismo inconsapevole in Italia.
L’immigrato, anche di seconda o terza generazione, sarà sempre considerato inconsapevolmente ” inferiore” , un poverino che al massimo può raccogliere i pomodori che piace tanto alla sinistra…… Non un italiano a tutti gli effetti che può aiutare a far crescere il paese, che può magari diventare dirigente d’azienda, imprenditore …o rappresentare la nazionale italiana alle olimpiadi…
Ricordo quando consigliarono ai miei genitori di farmi fare una scuola professionale. “D’altronde che pretende? Abbiamo avuto altri figli di immigrati come “lui”… hanno trovato subito lavoro”.
Scelsi di fare il liceo classico (tra mille luoghi comuni perchè a priori non sapevo correttamente l’Italiano per le prof…), ora ho una laurea, un master, ho una mia azienda e parlo 4 lingue. Non me la passo male diciamo…
Ma il problema del razzismo è questo: tutti vogliono parlare di integrazione, sentirsi buoni, ma nessuno la vuole sul serio… nessuno vuole che in nome dell’integrazione un immigrato diventi dirigente d’azienda, imprenditore, medico o docente… o un campione olimpico. Ciao Italia!!!! Anche se a volte mi fai star male, anche da lontano io ti voglio bene cara Italia…. sei la mia dolce metà…. Karim.

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