Evviva la bomba atomica, abbasso gli ecologisti

Immaginate una organizzazione criminale talmente feroce, efferata, cinica, crudele, da reclutare i suoi killer con la forza tra innocenti, costringendoli ad uccidere altri innocenti con la minaccia, puntandogli contro un’arma e dicendogli “vai e ammazza quel tizio, o noi ammazziamo te”.

Persone trascinate via dalle loro case, costrette a impugnare un’arma e far fuoco su degli sconosciuti piangendo e tremando di paura, mentre dei criminali dietro di loro li tengono sotto tiro, pronti a ucciderli se rifiutano di fare quanto ordinato.

Immaginate che questi sporchi assassini siano stati capaci di compiere questi delitti non una, ma innumerevoli volte, uccidendo un numero sterminato di vittime.

Fatto? Riuscite a immaginarlo? No?
Eppure non è fantascienza, questa mafia esiste, è sotto gli occhi di tutti, si chiama Stato.

Mio nonno paterno, fu costretto ad ammazzare quattro ragazzi austriaci. A due di loro sparò in testa con il fucile, facendogli schizzare il cervello fuori dal cranio, altri due li sbudellò con la baionetta, spargendo le loro interiora nel fango della trincea. Ragazzi di 20 anni come lui, che avevano mamme che li hanno pianti, fidanzate che non li hanno visti tornare.
Ragazzi che non gli avevano fatto nulla, che nemmeno conosceva. A costringerlo un battaglione di carabinieri, con i fucili spianati dietro di lui, pronti a sparargli alla schiena se si fosse rifiutato di combattere.
Nel 1918 ricevette anche una medaglia, per questo omicidio plurimo. La trovai in una scatola, la vidi, ma non la toccai.

Mio nonno materno invece fu spedito in Africa, mandato da un Re ladro a rubare il loro paese agli abissini.
Quando ero bambino mi raccontava storie raccapriccianti, di negri impiccati nei campi di prigionia che defecavano e pisciavano mentre morivano soffocati con la corda al collo.
Mi raccontava di cadaveri carbonizzati, di corpi di africani che avevano bruciato a mucchi per motivi igienici, dopo averli uccisi con le bombe a mano… mi raccontò quando il suo convoglio fu attaccato con un lancio di bombe a mano, bombe a mano che i ribelli erano riusciti a procurarsi rubandoli in un magazzino nel porto di Massaua.
Sfortunatamente (per gli eritrei) non c’erano le istruzioni. Imitando quello che vedevano fare ai soldati italiani baciavano le bombe e poi le tiravano con tutta la sicura; mio nonno e i suoi compagni le raccoglievano, gli strappavano la sicura con i denti, e le tiravano indietro agli eritrei, che non riuscivano a capire perché cazzo a quelli funzionavano e a loro no. Ci sarebbe da ridire, se non fosse che aveva ammazzato una decina di poveri negri che difendevano la loro terra.

Gli chiesi: “ma nonno, perché ci sei andato?”
“perché se non lo facevo i carabinieri mi avrebbero fucilato” mi rispose.

Mio nonno era antifascista, ma non è che fosse un pacifista, assolutamente no.
Non fece saltare in aria soltanto gli africani. Uccise anche dei tedeschi tirandogli in testa una bomba da sopra il tetto di casa mentre passavano sotto (era un bravo artificiere, gli ordigni erano la sua passione). Non per questo faceva parte dei partigiani. Odiava i partigiani, perché erano comunisti, e odiava anche i comunisti. Uccise quei tedeschi perché erano entrati in casa sua, rubando tutto quello che c’era da mangiare e mettendo le mani addosso alle donne di casa. Li avrebbe ammazzati anche se fossero stati italiani, fascisti, marziani, o carabinieri; (anzi se fossero stati carabinieri penso che li avrebbe prima torturati). Dopo averli uccisi se ne tornò a casa. Non intendeva combattere la Germania, o il nazismo: voleva solo pareggiare i conti con quei tedeschi in particolare.

Mio nonno ha assassinato delle persone, ma non era un assassino. Se non fosse per il maledetto Stato i miei nonni sarebbero rimasti tranquilli a casa loro e non avrebbero fatto del male a nessuno.
Lo Stato li ha trasformati in assassini, lo Stato li ha costretti ad uccidere o a essere uccisi, e avrebbe fatto lo stesso con me o con i miei figli, perché prima che inventassero la bomba atomica non c’è mai stato un solo periodo di pace abbastanza lungo da permettere ad una intera generazione di non andare in guerra.

Nel passato lo Stato, ovvero i suoi capi, i suoi scagnozzi, i suoi lacchè, non hanno mai esitato ad macellare i loro cittadini mandandoli al fronte mentre seguivano le operazioni al sicuro nei loro palazzi.
Per secoli ministri, re, principi, generali hanno spedito al macello i figli degli altri, tenendo al sicuro loro stessi e i propri cari, e fino alla II guerra mondiale le cannonate del nemico non avevano mai colpito i palazzi del potere.

Oggi la situazione è radicalmente cambiata: se due paesi armati di bombe atomiche si dichiarassero guerra i centri del potere, gli uomini di Stato, sarebbero i bersagli privilegiati del nemico, quelli che si cercherebbe di colpire per primi.

Guarda caso, da quando è stata inventata la bomba atomica i paesi che la possiedono non si sono mai fatti la guerra l’uno contro l’altro…
E’ grazie alla bomba atomica che lo Stato ha paura della guerra. Si cagano sotto al pensiero, proprio come i fanti che mandavano a farsi ammazzare sotto il tiro dei carabinieri.

E’ grazie all’energia atomica che la terza guerra mondiale non è mai scoppiata, ed io e voi siamo ancora tutti vivi, le nostre case intatte, le nostre membra ancora attaccate al corpo. E non ci sono gli sbirri fuori dalla porta venuti a prendere i nostri figli per trascinarli al fronte.

Pensateci, ecologisti del cazzo, quando strillate “abbasso il nucleare”.
ve lo siete mai chiesto perché quasi tutti gli Stati sono contrari all’energia atomica e leccano il culo ai movimenti pseudo-ecologisti, no-nuke e gretinate varie?
Vi siete mai chiesti perché continuano a spendere miliardi in armi convenzionali ma fanno accordi di disarmo su quelle nucleari?