Vaffanculo, papà.

Ok, amico grillino. Da un certo punto di vista ti ammiro. Da molti altri punti di vista ti critico e non ti capisco. Ma c’è un punto di vista sul quale devo darti atto di essermi superiore. La velocità. Mi spiego: in qualche mese hai cominciato a interessarti di politica. A interessarti davvero – anche se sono convinto che hai sbagliato di grosso a snobbare le fonti di informazione che il tuo guru ti ha sconsigliato di leggere dandoti a bere la scusa che sono tutte marce e inquinate. Questa, se non lo sai, è una caratteristica delle sette: l’isolamento totale, sia informativo che – nelle vere sette – anche fisico da tutte le possibili voci dissonanti.

Ma lasciamoci alle spalle questa mia critica. Adesso non è la cosa più importante.

Parliamo della velocità, come dicevo. La velocità con cui in pochi mesi da disinteressato alla politica sei diventato possibile forza di governo del Paese, o comunque primo partito.

E’ una velocità della madonna, e quindi da questo punto di vista – e solo da questo – tanto di cappello.

Ma proprio perché ora sei così veloce e mobile, anche se devi un po’ imparare a districarti tra i regolamenti parlamentari (ma se ce l’ha fatta Scilipoti, ce la farai anche tu), vorrei farti notare una cosa.

Quei brutti fili.

Sì, quei fili che ti trattengono e che ti fanno muovere a comando. Quei fili che sono tenuti saldamente in mano dal tuo guru.

Perché, per quanto voi grillini possiate essere veloci (e lo siete, come ti dicevo prima), né io né tu crediamo che il tuo guru prima di fare le sue sparate (tipo oggi la chiusura a Bersani) vi abbia consultatotuttiinretesullapiattaformatecnologicadellademocraziadiretta (vedi, scrivo come il tuo capo, non è che sia capace solo lui ad esibire il ridicolo di una cosa usando il linguaggio).

Eh no.

Non vi ha consultati affatto. Sta decidendo tutto lui. Voi siete proprio come noi, guardate come si è alzato alla mattina il vostro guru, e siete chiamati a difendere ogni posizione che il vostro guru decide di prendere (magari perché si è alzato con la luna storta, o perché si è offeso perché MortoBersaniCadavereMarcioUgualeABerlusconi l’ha chiamato “populista”).

Così, amico grillino, o avversario grillino, o fratello umano, tutto quello che vuoi, ora sai che non ti resta che fare una cosa.

E’ una cosa che segna il passaggio all’età adulta.

E’ una cosa che significa libertà.

Mandare affanculo il padre.

Mandalo affanculo. Liberati.

E’ l’unico ostacolo che ancora ti pesa sul groppone, e poi fai quello che vuoi. Alleati con chi ti pare. Proponi tutte le leggi che vuoi. Ma non lasciarci l’umiliazione di un Paese dove a fare il bello e il cattivo tempo è un signorotto medievale con gli occhiali scuri che nemmeno sta in Parlamento e quando esce di casa ha la gente che gli chiede soldi o intercessioni. Queste scene succedono nei Paesi del Terzo Mondo (e nemmeno in tutti, solo in quelli più sfortunati).

Adesso in Parlamento ci sei tu.

Chi svilisce e mortifica il Parlamento adesso, svilisce e mortifica anche te.

Chiunque sia a farlo, anche quello che ti ci ha portato.

Manda affanculo il padre.

Dammi retta.

Mandalo affanculo e diventa uomo o diventa donna purché tu diventi una persona adulta. Quella persona adulta che adesso hai il diritto – e anche il dovere di essere, di fronte agli Italiani.

Manda affanculo il padre.

Lui non capirà. Ma proprio per questo devi farlo. Devi farlo perché lui non ti capisce né ti vuole capire. Lui vuole renderti oggetto nelle sue mani. Numero. Leva di potere allucinogeno e inebriante. Soldatino di plastica.

Fagli vedere, soldatino, quello che sai fare.

Fallo vedere al mondo.

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