Pacem ?

I romani (quelli antichi, non i recenti) non erano esattamente noti per essere un popolo pacifico… in effetti se sei pacifico non conquisti / assoggetti tutto il mondo conosciuto con armate, eserciti e milizie… le loro capacità militari e la qualità dei loro eserciti è così nota che sono diventati proverbiali… e tuttavia una delle cose che storicamente hanno più importanza del periodo romano è la loro “pax”.

La famosa frase “si vis pacem, para bellum” penso che spieghi bene qual’è il punto che volevo fare, come ci stiamo arrivando e cosa significa per davvero.

Innanzitutto partiamo da Trump che, per questioni strettamente “interne” ha deciso di fare la voce grossa in ambito internazionale… e l’ha fatto minacciando la Corea del Nord e bombardando la Siria.

Sapete qual’è la cosa interessante ? La cosa interessante è che Trump è stato eletto anche perché annunciava l’esatto opposto, parlava di uscire dai vari conflitti internazionali e tornare allo “splendido isolamento”.
Meglio ancora: una delle accuse mosse ad Hillary Clinton è stata proprio quella d’essere una “guerrafondaia”.

E qui il punto, che parte dagli USA ma riguarda anche noi, la NATO e la situazione odierna.

La pace non è nella natura delle cose o, per meglio dire la guerra è la continuazione della diplomazia con altri mezzi e la guerra è solo un periodo di transizione fra due periodi di pace.
Vedetela un po’come volete, resta il punto che al di fuori della visione dolciastra da studente di filosofia (che per altro esiste grazie al benessere ed alla pace assicurata, almeno qui, dall’Unione Europea*) i vari stati sono assimilabili  a delle barche: ogni barca va per conto suo e non importa se i passeggeri hanno diritto di parola o se sono degli schiavi su delle galere (sì, la galera è un’antica nave), alla fine ogni barca aspira ad avere il punto migliore, la stabilità e la sicurezza, e se per farlo c’è da speronare un’altra barca il punto non è “è incivile” ma “quanto rischiamo ? quanto ci costerebbe ? cos’abbiamo da guadagnarci ?”.

Lo so, è un po’brutale, ma se per millenni l’umanità ha sempre accatastato armi ed eserciti non è solo perché le parate militari vengono bene nei selfie.

Sì, lo so, voi vi sentite differenti ma come insegnano all’asilo (o nell’università della strada – ma quella vera però) per stare in pace bisogna essere in due volerlo, per cui l’idea di “disarmiamoci”, “ripudiamo la guerra” e via dicendo finisce sempre per sbattere contro un fatto ineluttabile: per quanto tu possa essere pacifico se l’altro non lo è gli stai solo semplificando il compito.

Reitero: capisco che oggi molta gente veda di buon’occhio gl insegnamenti di Ghandi (magari dovreste andarvi a leggere cosa disse agli inglesi quando gli chiesero come comportarsi con Hitler, qualcosa tipo: consegnategli le chiavi di casa) ma se c’è una cosa a cui non mi sento di rinunciare è la mia difesa, specie senza sapere le intenzioni degli altri (che, ricordiamolo, non è detto che siano tutti sani di mente – ciao Kim!).

Si vis pacem, para bellum.

Il discorso finisce per cascare sempre lì. Se siamo in pace da così tanto tempo (potete non rendervene conto ma nella storia un periodo di pace così lungo, in Europa, è un caso più unico che raro) è perché di tante “barche” ne abbiamo fatta una sola… e nel mondo l’unica ragione per cui non ci sia un altro conflitto globale è essenzialmente perché le barche si sono riunite in patti di mutua difesa, per cui qualsiasi “azione ostile” si chiude davanti alla realizzazione che attaccare uno è il modo migliore per essere affondati da venti… che magari singolarmente sono più piccoli,  ma che risponderebbero all’aggressione all’unisono.

E’, molto semplicemente, il modo in cui funziona la società moderna: “puoi essere più furbo di un altro, non di tutti gli altri” ma anche “puoi essere più forte di uno, non di tutti gli altri”… se infrangi le leggi “tutti gli altri” ti si mettono contro, anche per questo si rispettano le leggi.

Per quel che ci riguarda questo concetto diventa essenzialmente due cose: l’Unione Europea (che ha fatto di tanta gente che non si poteva vedere da secoli un unico gruppo che, pur continuando a non sopportarsi, se non altro cerca di assicurarsi la mutua sopravvivenza per il bene comune… e quindi proprio) e la NATO.

Non starò a dirvi di nuovo cos’è la NATO, mi limito a farvi notare che, con tutti i mille problemi che c’ha è meglio starci dentro (ed essere protetti dalla sua egida) che starne fuori e sperare che nessuno si faccia il conto “quanto rischiamo ? quanto ci costerebbe ? cos’abbiamo da guadagnarci ?”.

E’vero: spendiamo un bel po’di soldi in armamenti che alla fine non verranno mai usati (per fortuna) ma è anche vero che molte di quelle spese vanno a prodotti nazionali e che finiscono, in un modo o nell’altro, per rientrare nella nostra economia.

 

Detto questo, perché non provare a fare i pacifisti, oltre al rischio mortale di sbagliare e trovarsi invasi ed incapaci di difendersi ? (magari non qui, non in patria, ma i nostri cittadini, i nostri interessi, le nostre fabbriche in giro per il mondo)

Perché alla fine l’alternativa non esiste.

 

E qui arriviamo al punto: Trump faceva il pacifista e s’è messo a fare il tiro a segno con le basi di Assad. Personalmente la cosa non mi dispiace ma a questo punto, specie dopo aver visto come s’è comportato nei mesi scorsi Trump nei confronti dei vari partner (quelli europei in primis) spero che appena si lancerà in una qualche “coalizione” chi di dovere gli faccia il gesto dell’ombrello e lo lasci andare per conto suo.

Voi pensate che quelli che straparlano di pace dalle nostre parti siano tanto diversi ?

 

Voi volete fare la guerra a qualcuno ? Volete bombardare qualcuno ? Volete vedere (ma sul serio, non come nei film in TV) cos’è combattere ? Beh, io no.
Esattamente per questo preferisco che il mio paese resti ben armato, perché nulla evita le guerre (e ti da il potere d’impedirle) dall’essere abbastanza pericolosi da dissuadere il prossimo dall’iniziare qualcosa che potrebbe non essere in grado di portare a termine.
Roosevelt come motto (e linea politica) aveva “speak softly and carry a big stick”. Se non capite le parole probabilmente capirete a che serve il bastone, in ogni caso se si vuole evitare una zuffa due argomenti sono meglio di uno.

Oh, prima di ripartire dietro al “è incostituzionale” vi consiglio di rileggere bene l’articolo 11:

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.