Necroloji

E’morto Gianroberto Casaleggio.

Gianroberto Casaleggio: non Ghandi, non Steve Jobs e sicuramente non Nelson Mandela (che sono già morti da un pezzo): Gianroberto Casaleggio.

Noi italiani siamo stati educati, anche a causa della religione cattolica, a rivedere in positivo il defunto e ci viene difficile essere oggettivi davanti alla morte.
Per certi versi è anche giusto: di Casaleggio sappiamo poco e nulla per quel che riguarda la vita privata e nulla ci fa pensare che non sia stato un padre amorevole, un buon marito e probabilmente anche una persona gentile. Do per buono che lo sia e mi dispiace che sia morto, mi spiace per lui, mi spiace per la sua famiglia e mi spiace per chi lo conosceva e lo stimava.

Detto questo una cosa è Gianroberto Casaleggio persona ed un’altra è Gianroberto Casaleggio “capo” della Casaleggio Associati nonché fondatore del Movimento 5 Stelle. Non è cattiveria, è che se fino al giorno prima della sua dipartita si pensava di lui qualcosa (e quel qualcosa chi lo pensa continuerà a pensarlo anche dopo) queste ore di buonismo di maniera sono rivoltanti.

Posso capire che dia fastidio sentir parlare “male” di chi è morto ma il fatto è che è stucchevole (e falsa) questa santificazione post-mortem a base di coccodrilli e frasi fatte ed è rivoltante (e questa è la cosa peggiore) vedere i grillini che anche in quest’occasione “la buttano in politica” con uscite tipo “a Roma vinceremo per te” (e non vi cito Di Battista perché altrimenti ci sarebbe da mettersi a piangere)… sciacalli del loro stesso padre.

Su, siamo sinceri, è morto uno che per anni ha lavorato in una società (la WebEgg) macinando debiti su debiti fino a quando, in uno dei tanti riassetti aziendali, l’hanno buttato fuori perché era economico come un bimotore a champagne ed utile quanto un frigo a legna… poi è andato per fatti suoi ed ha messo insieme una società di pubblicità in cui tutti i suoi clienti finivano in una rete in cui tutti promuovevano tutti, col risultato che un editore (Mauri Spagnol, aka “Chiarelettere”) era diventato una specie di sponsor per un partito politico (allora l’Italia dei Valori) principalmente perché la stessa società gestiva il marketing d’entrambi.
Il piccolo effetto collaterale è stato che mentre Mondadori (che, ricordiamolo, è di Berlusconi) pubblicava libri di tutti e tutti compravano i libri Mondadori per i libri in sé per Chiarelettere finì che i libri (e gli autori) li valutavi in base all’appartenenza politica. Risultato: se non eri giustizialista o grillino i libri Chiarelettere non li compravi a prescindere (perché già t’immaginavi dove andavano a parare – un po’come per la Koinè).

Stiamo parlando di uno che in modo abbastanza spregiudicato ha manovrato per svuotare del suo consenso l’Italia dei Valori (di cui gestiva il marketing online) travasandolo (attraverso il “sistema”) in un movimento che, col senno di poi possiamo dirlo, era il suo. Mi è permesso dire che io questo non lo considero esattamente da Ghandi ?

Si dirà che è stato un visionario ma io personalmente tutta questa “visione” non l’ho vista… voglio dire “la democrazia diretta non l’avrete mai perché Casaleggio non ve la concederà mai” lo diceva Favia almeno tre anni fa e, col senno di poi, aveva ragione.

A chi gli andava dietro sono toccate le votazioni sul sito “di Grillo”, “la piattaforma”, “il sistema operativo” ed ora (verrebbe da dire in occasione della sua morte visto che l’hanno lanciato proprio in queste ore) “Rousseau”: engine web fatti maluccio attraverso i quali s’è deciso:

  1. pochissimo
  2. solo su argomenti preimpostati da chissacchì
  3. solo quando i capi decidevano di concedere un minuto di click-celebrità agli utenti registrati
  4. in modo tutt’altro che trasparente
  5. in modo tutt’altro che democratico (vedasi la sentenza di Roma di queste ore)

Se questa è la “grande visione” (o anche solo i prodromi di essa) allora c’era veramente poco a cui aspirare. Quello su cui Casaleggio era “avanti” è stato il prendere il lascito di Berlusconi (la politica come contrapposizione, in assenza di calcio gratis in TV) e portarlo ad un nuovo e più violento livello: il tifo da Parlamento.

Diciamocelo chiaro: il Movimento 5 Stelle che era cosa sua, Grillo è sostanzialmente il frontman messo lì per dare una faccia al tutto visti i limiti del defunto (che in questi giorni di delirio collettivo viene ricordato anche per il carisma – ma avete bevuto ?) e la grande novità è stata quella di partire dal modello Forza Italia e fare un blob completamente privo d’ideologie: così vuoto da poter accogliere, vista l’assenza di principi e fondamenti, chiunque… ed andare a cercare quel chiunque nel non-luogo in cui chi non c’ha un cazzo da fare passa ore ed ore alla ricerca di qualcuno su cui sfogare i suoi complessi in poderosi flame: internet. Casaleggio non ha “capito internet”, ha solo acceso un PC e non s’è fatto scrupoli ad usare a suo vantaggio quanto di male,ì si trova sulla rete.

La sua “grande intuizione” è stata scoprire che la gente su internet ama odiare (anche solo per passare il tempo) e tradurre la cosa in un movimento. L’odio fatto politica.

Mi si dirà che sono ingiusto ma personalmente non me la sento di dare il beneficio del dubbio a chi ha sempre lasciato correre (per non dire incoraggiato) un certo modo di fare politica e (in)civiltà: siamo al punto che oramai dire che “la politica è cosa da galantuomini” viene presa come se fosse un richiamo alla falsità della “kasta” (Rizzo e Stella, è anche colpa vostra, sappiatelo), perché “in politica non si deve dare quartiere”… no, cari miei, quella è la guerra. In politica si dovrebbe lavorare (tutti) per il bene supremo delle masse (che non possono stare in Parlamento e nei consigli vari). Ci siamo scordati di quando Rosy Bindi andò a salutare una neoeletta deputata del Movimento (cazzo, lo facciamo tutti, anche quando arriva un vicino nuovo) e quella non volle stringerle la mano ed andò pure su Internet a vantarsene ?

In questi giorni ho letto decine di coccodrilli, in pratica una santificazione a mezzo stampa e la cosa più triste è vedere gente che è stata ed è attaccata quotidianamente che, essendo troppo seria per restituire pan per focaccia, tira giù qualche parola d’encomio tipo “non avevamo le stesse idee ma era una mente lucida e visionaria”… maddecché ? aripijateve !

Innanzitutto tutta questa “visione” non s’è vista, e non s’è visto neanche il frutto di questa poderosa operazione: con quasi duecento parlamentari sono riusciti a contare meno dell’UDEUR di Mastella (che con dieci voti faceva ballare i governi)… ma poi, e questo è il punto importante, negli ultimi anni il Movimento è stato direttamente ed indirettamente la fonte di tutto l’odio rivolto contro chiunque non fosse completamente asservito ad esso: male parole e delegittimazione verso chi era fuori (Renzi, Boschi etc) ed anche a chi osava dissentire dalla linea ufficiale all’interno del Movimento stesso (roba da “boia chi molla”). Ce li siamo scordati i commenti entusiastici quando è stato male Bersani ?

E secondo voi Casaleggio non ne sapeva niente ? Secondo voi lui non è responsabile per la sua creatura, una macchina sparafango fatta di gente tronfia e saccente (e spesso pure ignorante) che riversa quotidianamente accuse e malignità su chiunque non sia “dei loro” ?

Lui non c’entrava niente ?

Sono disposto a dire che sì, alla fine era solo un tizio che con virtù e difetti aveva trovato un modo (disdicevole secondo me, ma è la mia opinione) per guadagnarsi la pagnotta, ed onestamente in questo è stato bravo… ma da qui a dire che abbia fatto chissà quale grande impresa ce ne passa… ed evitiamo di santificare la sua “visione” perché andare sui newsgroup (da cui guardacaso vengono alcuni dei suoi primissimi sostenitori, vedi Bertola) e nei siti per decerebrati (e metterli su di sana pianta, vedasi TzeTze) a pescare sfigati che credono a NWO, ai vaccini che portano l’autismo, l’omeopatia e cazzate varie ed indottrinarli per guadagno personale (vi ricordate quando gli chiesero i bilanci dettagliati della Casaleggio Associati, ecco) non è liberare i neri dal giogo dei bianchi in Sudafrica.

Quello che ci lascia è un sistema per far soldi in cui in barba all’uno vale uno succederà il figlio (e qui ci va la battutaccia: “morto un Casaleggio se ne fa un altro” – era una specie di papa del M5S, lui e le sue liturgie lisergiche) ed una cosa informe in cui i settori più bassi della società umana sono confluiti in forza d’una malcelata rabbia dovuta la proprio status di “ultimi della classe”, alla perenne ricerca d’un capro espiatorio con cui prendersela per avere la rivalsa del “non sono io ad essere una merda, è che c’è un complotto contro di me”.

Non è che nel testamento c’è la password per l’autodistruzione ?