Manifesto Caprone

Un fenomeno molto comune che si presenta a una persona o un gruppo di persone che “esternano opinioni” è quello di essere costretti a rispondere sempre alle stesse domande, infinite volte.
Questo è normale, perchè è normale che qualcuno non sia d’accordo con qualcosa che è stato detto e fa partire una discussione che tante volte ricalca solchi già percorsi.

Per rendere tutto questo automatico e il più possibile indolore, nasce il “Manifesto Caprone“, una raccolta delle domande più frequentemente rivolteci, coi link agli articoli più significativi del blog. Una sorta di FAQ (Frequently Asked Questions) in versione caprina.
In questo modo possiamo esporre il cuore delle nostre opinioni in maniera rapida, chiara e il più possibile completa.

Ecco a voi quindi le Capra-FAQ.
Buona lettura!

“Perchè ce l’avete con Grillo e il M5S?”
Per alcuni semplici e basilari motivi: Grillo è un padrone totalmente antidemocratico e il M5S è l’unico partito completamente gestito da un’azienda privata, un partito messianico che per molti aspetti ricorda Scientology. Un articoletto di Paolo Barnard (di cui ho una pessima opinione, ma stavolta ha ragione) descrive perfettamente la situazione.
Del resto Grillo lo ammette pubblicamente: “io sono il capo”.

“Ma Grillo è amico di premi Nobel, si è fatto scrivere il programma da loro!”
Quali premi Nobel? Quale programma? Il mucchietto di foglietti scritto a punti, con tante indicazioni utopistiche (altre totalmente irreali o dannose) su cosa fare ma nessuna copertura economica? Dario Fo non ha scritto niente, Stiglitz nemmeno, come ci è stato confermato direttamente.

“Le vostre critiche sono immotivate, vi limitate all’invettiva senza nessuna analisi. Leggetevi il programma!”
Questo è falso: l’abbiamo letto e criticato, più volte, punto per punto. Un esempio qui per l‘Istruzione e qui per Stato e Cittadini. Inoltre analizziamo anche le dichiarazioni ufficiali di Grillo, come quando ha detto “Io sono un programma“.
Analisi chiara, punto per punto, proprio come volevate. Bastava cercare un attimo, visto?

I vecchi partiti non hanno un programma! Solo il M5S ne ha uno!”
Falso. E’ la solita disinformazione grillina. Basta girare per le homepage dei partiti per trovare i programmi (al momento in cui scriviamo, gennaio 2013).
Esempi da fronti differenti: Fermare il Declino e il PD. Il PD in particolare ha sia la forma estesa, con tutti i documenti approvati dalle assemblee negli anni, sia la forma ridotta e sintetica.

“Sarà anche vero che gli altri partiti hanno un programma, ma solo quello del M5S è discusso in rete!”
Falso: il programma del M5S non è mai stato discusso in rete. Come ammesso sia da Grillo che da Casaleggio, sono stati loro due a scriverlo.
Da anni promettono un portale nazionale che permetta di ampliare il programma, ma questo non si è mai visto. Doveva essere in teoria pronto per queste elezioni, ma così non sarà.
Paradossalmente, l’unico partito che ha un vero programma discusso pubblicamente e democraticamente è il PD, tanto odiato dal M5S e dalla sua propaganda.

“Ma Grillo non si candida!”
Ancora peggio. Il problema è che Grillo, essendo il capo supremo e padrone del suo Movimento (letteralmente, visto che secondo il Non-Statuto è proprietario di simbolo, sito e sede), può decidere di espellere chiunque senza alcun preavviso per qualunque motivo gli passi per la testa. Questo perchè può diffidare chiunque dall’utilizzo del simbolo e rifiutare la candidatura, senza passare attraverso alcun regolamento, che infatti non esiste per esplicito volere di Grillo.
Se almeno si candidasse, avrebbe delle responsabilità politiche a cui non si potrebbe sottrarre. In questo modo invece può costringere chiunque del suo movimento a prendere le decisioni che piacciono a lui (minacciandolo di espulsione e ostracismo tramite blog), ma può sempre tirarsene fuori nel caso le cose vadano male (vedi Parma), facendo ricadere la responsabilità su chi è stato effettivamente eletto.
Capito il trucchetto?

“Grillo è uno statista! Ha una grande statura morale!”
La Montalcini è una vecchia p….! Vaff…. tiè tiè!

“Nel M5S uno vale uno!”
E tutti gli altri non sono nessuno. Ovvero: per le questioni locali e di poco conto i meetup e i gruppi sul territorio possono anche sbrigarsela da soli e decidere più o meno democraticamente, per le questioni nazionali e in generale importanti, decide tutto Grillo e il suo misterioso “staff”.
Un esempio sono Giovanni Favia e Federica Salsi che, pur supportati dall’Emilia Romagna, sono stati espulsi lo stesso da Grillo in maniera assolutamente unilaterale e senza nessuna consultazione. O meglio, le consultazioni avevano dato ragione a Favia e alla Salsi con una media del 98%, nonostante Grillofosse dichiaratamente contro di loro.
Come volevasi dimostrare, uno vale uno e tutti gli altri non sono nessuno.

“Ma non si vota Grillo, si vota per il Movimento, per le sue idee!”
Luogo comune della propaganda, totalmente sconfessato dalle risposte precedenti, su “Grillo non si candida” e “uno vale uno”.

“Grillo non ha mai espulso nessuno!”
Falso, falsissimo. Abbiamo Tavolazzi, i ragazzi di Cento, la Salsi e Favia, gente esclusa dalle primarie…

Tavolazzi non è stato espulso, semplicemente perchè non è mai stato nel Movimento!”
Falso, perchè totalmente distorto: Tavolazzi era eccome nel Movimento. Non formalmente, ovvero fa parte di “Progetto per Ferrara”, ma ha sempre usato il simbolo e ha fatto campagna elettorale con Grillo di fianco. Ha sempre partecipato e partecipa alle attività locali del Movimento: insomma era ed è un attivista del M5S a tutti gli effetti, solo che ora, con la “diffida”, questo non gli viene più riconosciuto.
E’ quindi ora formalmente fuori dal Movimento, e quindi si tratta di un’espulsione sotto diverso nome.
La negazione dell’espulsione fa parte della strategia di disinformazione grillina, per non danneggiare il mito della democrazia diretta.

“Ma Tavolazzi voleva mettersi in mostra/impossessarsi del Movimento/ha violato il Non-Statuto!”
Nell’ordine: falso, falso e falso. I fatti riguardanti Tavolazzi sono molto chiari: Tavolazzi ha pubblicizzato e sostenuto un evento organizzato da altri, in cui si è democraticamente discusso di regole da proporre al resto dei militanti del Movimento. Non c’è mai stato alcun atto scorretto, tentativo di entrare nell’attenzione dei media o violazione di regole.
Grillo ha sostenuto che Tavolazzi avesse violato il Non-Statuto, ma ciò è falso: discutere di esso non significa violarlo, esattamente come discutere di omicidi non crea assassini. Tavolazzi è stato espulso semplicemente perchè il confronto democratico riguardo le regole non è consentito nel Movimento, specialmente se si inizia a parlare della proprietà del simbolo, come si è fatto nel meeting di Rimini.

“La Salsi e Favia sono degli esibizionisti! Sono andati in TV!”
Non solo loro, ma tanti altri sono andati in TV, a uno dei tanto odiati Talk Show. Eppure non sono stati cacciati. Come mai? Forse perchè quello è il programma in cui è ospite fisso Messora/Byoblu (di cui parleremo dopo)? Ovvero si può andare in TV, ma solo nelle trasmissioni amiche?
E perchè la Salsi è stata pubblicamente insultata in maniera incredibilmente becera, mentre loro no?

“Il portale di democrazia diretta non c’è solo perchè è difficile da realizzare! Sono solo problemi tecnici, non c’è malafede!”
Ah no? E allora perchè sono anni che viene promesso e non viene mai realizzato, mentre invece è appena stata realizzata la TV del Movimento, chiamata “la cosa”?
Ma la TV non era morta?

“I vecchi della politica sono tutti corrotti, devono sparire tutti! Meglio inesperti ma onesti, piuttosto che esperti e corrotti!”
Questa affermazione non è nè vera nè falsa: è semplicemente sbagliata.
E’ sbagliata innanzitutto perchè utilizza degli assoluti: “tutti” corrotti, “tutti” devono sparire. Invece si sa bene che ci sono molti politici onesti, schiacciati sia dalla realtà dei fatti (la politica è spesso una brutta cosa, quindi è difficile seguire sempre “il giusto”) che dai disonesti.
E’ sbagliata inoltre perchè sia gli inesperti che i corrotti sono dannosi: i corrotti perchè volontariamente danneggiano lo Stato e i cittadini, gli inesperti perchè lo fanno involontariamente.
Volendo un ricambio nella politica, cosa assolutamente corretta e giusta, allora perchè non pretendere persone sia oneste che capaci? Perchè per forza solo gli incapaci devono entrare in politica?

“La politica è facile: riuscirebbe chiunque a far quadrare i conti di uno Stato, a patto che non sia corrotto!”
Questa affermazione è ovviamente falsa e nasce dalla totale ignoranza di chi la pronuncia. Non per altro Grillo stesso la ripete spesso e volentieri.
Bisogna capire che la cosa pubblica è un sistema estremamente complesso e ogni governo, centrale o locale, ha un potere limitato. Pertanto non solo bisogna conoscere perfettamente il proprio mestiere e sapere esattamente che ciò che si sta facendo è corretto, ma bisogna anche tenere in conto di eventuali forze che si oppongono e degli imprevisti.
Tutto questo è estremamente difficile: ci si può improvvisare amministratori di quartieri, di piccoli comuni, ma non di Stati. Ed è difficile pure così, come ben sanno Pizzarotti e il suo inceneritore.
E i danni causati dagli incompetenti possono essere molto più profondi e vasti di quelli causati dai corrotti.
Meglio cercare gli onesti e competenti, che si fa anche prima ed è più sicuro.

“I partiti campano di finanziamenti pubblici, tutto a spese nostre! Se tagliassimo la spesa per la politica saremmo ricchi! Basta rimborsi pubblici, solo donazioni!”
Innanzitutto, la spesa per la politica è circa il 2% del PIL. Ciò è sopra la media Europea, quindi siamo d’accordo nel dire che queste spese vanno diminuite e i fondi riallocati per attività più utili. Ma, come è intuibile, un risparmio sulle spese politiche non porterebbe grande giovamento di per sè, perchè sarebbero cifre piccole rispetto al bilancio nazionale.
Detto questo, c’è da aggiungere che l’eliminazione dei rimborsi pubblici ai partiti è pura follia. Senza rimborsi/finanziamenti pubblici, i partiti dovranno necessariamente ricorrere ai privati. Non ci sarà solo la micro-donazione, ma anche le grandi donazioni. E chi può fare grandi donazioni, se non gli industriali, le banche e tutti quei soggetti denominabili come “lobbies”?
E’ chiaro che senza un finanziamento pubblico, i partiti diventerebbero letteralmente dipendenti dai grandi privati, che quindi potrebbero decidere le sorti del potere politico. Esattamente il contrario di ciò che vorrebbero i simpatizzanti del M5S, anche se non se ne rendono conto.

“Dire che a Grillo piace il fascismo è diffamazione!”
Denunciaci. Anche se sarà molto difficile, essendo questa una nostra libera opinione, pertanto non sanzionabile da nessun paese democratico. O forse non è democratico chi parla di diffamazione?
Mentre ci pensi, leggiti un paio di articoli in cui abbiamo riflettuto su questo tema, come “Razzismo a 5 Stelle“, “Alba Stellata“, “Grillo e il fascismo” (di quest’ultimo anche i commenti) e, ovviamente, “Grillo e Casapound“.
Poi per conto tuo potrai cercarti su youtube il filmato in cui Grillo è di fianco a Giacinto Auriti a parlare di signoraggio bancario (peraltro una bufala).

“Grillo fa controinformazione!”
Alle volte. Ma molto spesso infila panzane pazzesche nei propri discorsi, che gli hanno valso il Perlone d’Oro 2012 per le sue perle complottiste. C’è anche un sito che si occupa di panzane politiche, il quale stima che la frequenza di panzane di Grillo è molto superiore alla media.
Dal canto nostro, potete leggervi “I giacobbini“, o quando abbiamo segnalato l’apparizione di Pallante al Passaparola.
Senza contare la biowashball, i computer distrutti col martello, l’AIDS che non esiste…

“Nello schifo di informazione Italiana, Beppe Grillo fa vera informazione!”
Oltre alla risposta alla domanda precedente, allego un nostro articolo, “Beppe Grillo fa un altro monologo“, in cui si confrontano due stili di intervista: l’intervista di “Hard Talk” con il conduttore che incalza e certe volte si oppone totalmente all’ospite, e il monologo davanti alla telecamera, l’unico metodo usato da Grillo.

Non potete criticarlo! Fatevi il vostro partito o fate qualcosa di pratico, poi potrete parlare”
Questa affermazione va contro l’Articolo 21 della Costituzione Italiana, che recita:Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
Ovvero non dobbiamo fare niente per guadagnarci il diritto di critica, essendo garantito dalla Costituzione stessa. Se pronunciate questa frase o anche solo se la pensate, siete probabilmente predisposti a sostenere la censura e magari una dittatura.

“Perchè ce l’avete con il Fatto Quotidiano? E’ un faro dell’informazione libera!”
Innanzitutto, non ce l’abbiamo con il FQ. Se ne parliamo molto è perchè lo conosciamo fin troppo bene avendo frequentato la sua community per veramente troppo tempo. Siccome il Movimento dei Caproni è nato proprio da quelle parti, è normale che il FQ rientri spesso nella nostra attenzione.
Riguardo l’informazione libera, c’è parecchio da discutere. Possiamo citare la loro sezione Scienza, dominata da no-OGM, complottisti e ciarlatani vari, o direttamente il loro vice-direttore Marco Travaglio.
Il paladino dell’informazione corretta è stato autore di una “intervista a sua insaputa”, commentata nell’articolo “Monologo di Grillo, Travaglio fa il microfono” (notate i commenti senza senso di un paio di grillini).
Travaglio è così sbilanciato verso “il suo amico Grillo” da scrivere articoli veramente assurdi, di cui un paio sono commentati in “O muori da eroe…“.
Insomma l’intera linea editoriale del Fatto Quotidiano è ormai palesemente orientata verso la campagna elettorale per Grillo e, collateralmente, per Ingroia (entrambi molto amici di Travaglio, facciamo notare), quando pubblicamente insistono nel dire di essere imparziali.
Inoltre, riguardo al sito internet del Fatto Quotidiano, c’è sicuramente da segnalare la moderazione a dir poco “ingombrante”, che rimuove un gran numero di commenti, e il sistema di segnalazione di Disqus che consente a chi è in malafede di cancellare i commenti sgraditi senza nemmeno passare dalla moderazione.

Non parlate mai di nient’altro che di Grillo e del M5S!”
In un blog chiamato “Movimento dei Caproni”, con il simbolo-parodia che riflette quello del M5S, secondo voi di che si parlerà maggiormente?
Detto questo, abbiamo una ben nutrita sezione Economia che si può comodamente raggiungere tramite la barra grigia in alto nella pagina. Potete trovarci critiche al programma del M5S come in “Le 5 proposte del M5S sulle PMI” o “Dazi e Mazzi” o discorsi più ampi come “Due parole sull’F-35” (che siate d’accordo o no con l’articolo, è comunque uno spunto di riflessione argomentato) e “Quelli che…facciamo come l’Argentina“.
Se vi interessa l’economia insomma, c’è parecchio da leggere. Abbiamo anche più piccole sezioni Esteri ed Europa, che nel futuro cercheremo di ampliare.

“Siete tutti Piddini! Siete dei troll pagati dal PD!”
Nonostante tante persone utilizzino la parola “piddino” come insulto o come “categoria mentale” (poi qualcuno ci spiegherà che cavolo vuol dire), direi che questa è una delle accuse più ridicole.
Non siamo pagati da nessuno (magari) e non è detto che votiamo PD. Qualcuno di noi lo vota, sicuramente, ma questo non è un blog di partito o di tifoseria.
E se anche lo fosse, le opinioni e fatti esposti hanno validità a prescindere da chi le esprime. Non basta dire “sei del PD” o in generale “sei di quel partito” per smontare un’argomentazione, anche se sono purtroppo in tanti a pensarla così.
Inoltre abbiamo deciso di ridurre drasticamente il numero dei nostri commenti sul Fatto Quotidiano, il che è esattamente l’opposto di ciò che farebbe un “troll pagato un tanto al commento”.

“Siete dei troll/flamer/altro!
Accusa generica e spesso infondata. Il 99% delle volte questa accusa viene utilizzata da chi non ha argomentazioni e non sa più a cosa attaccarsi.
Il fatto di esperimere opinioni contrarie, magari contrarie a quelle della maggioranza degli utenti di una community (es. commenti di un giornale) non significa affatto “essere troll”. Nemmeno sostenerle e rispondere direttamente ai pareri contrari è “essere troll”.
E’ possibile che qualche risposta ironica, anche sarcastica, venga scritta, ma “essere troll” significa “voler deliberatamente distruggere ogni conversazione sensata”, il che non è il nostro caso.
Al contrario c’è un enorme numero di utenti grillini che girano per internet, scrivendo solo slogan e insulti, facendo interventi sempre uguali pescando dal repertorio di bufale propagandate dal Movimento. Ecco, quelli sono troll.

“Ce l’avete con Messora/Byoblu
No, è Messora/Byoblu che ce l’ha con se stesso e si è perfino imbarcato in una vicenda totalmente assurda, illogica, per niente provata e impossibile da credere. Lo spiega magistralmente l’Anonimo Coniglio sul suo blog. E poi dà pure risposte allucinanti a chi dissente. Non è mica colpa nostra se la sua credibilità è zero.

Non fate ridere nessuno!
Che ti posso dire? E’ la vita. Ma prima di andartene, dà un’occhiata alle Storie di Nonna Capra. Nella home sono raggiungibili tramite il riquadro rosso sulla destra. Memorabili la “Chiacchierata a Cinque Stelle” e “La Teoria del Complotto“.
E abbiamo anche le vignette!

“Gli elettori del M5S sono più che altro di sinistra! Smettetela di dire che sono tutti ex-Berlusconiani e leghisti!”
No, è chiaro, non sono tutti ex-Berlusconiani e leghisti, ma la maggior parte sì. Basta guardare questo grafico e la chiarissima correlazione tra voti per il centrodestra e voti per il M5S.

“Quel grafico è solo una coincidenza! E’ evidente che gli elettori del centrodestra sono sfiduciati e smettono di votare, mentre il M5S richiama alle urne chi non votava!”
Da notare la totale nullità logica di questa argomentazione, usata anche da Travaglio in alcune occasioni: se gli elettori del centrodestra si scoraggiano e smettono di votare, allora diventano “non votanti”, proprio il serbatorio da cui dovrebbe prendere i voti il M5S. Al netto, c’è quindi un travaso di voti dal centrodestra al M5S, come volevasi dimostrare.
Detto questo, è da notare il risultato elettorale siciliano, in cui l’affluenza è addirittura scesa rispetto alle elezioni precedenti.
Per quanto non sia possibile dimostrare la falsità dell’affermazione grillina, le due argomentazioni precedenti indicano comunque che è molto probabilmente falsa e utilizzata dalla propaganda per smarcarsi da un’eventuale inquadramento a destra nell’orientamento politico.

Questo post verrà eventualmente aggiornato con nuove domande e risposte.