L’invasione barbuta II: ci arrubbano il pane

(L’articolo è di tigre della malora.)

La I parte è qui.

Premessa

Questo articolo nasce da varie sollecitazioni caproniche, e dallo spunto offerto da quel che è suc­cesso nel ferrarese l’altro giorno. In sintesi i fatti.

A Gorino, frazione di Goro (FE) l’altro giorno – notte, per essere precisi – vi è stato un presidio con barricate per impedire l’arrivo di una ventina di profughi/richiedenti asilo di origine africana. Dodici donne, una di loro incinta al 7mo mese, e otto ragazzi/bambini; per ospitarli era stato requisito un ostello, ironia della sorte cogestito e affittato a sua volta a immigrati (una serba).

A margine: la ‘destinazione’ sarebbe stata temporanea (sino alla fine del prossimo febbraio) e la re­quisizione dell’ostello avrebbe riguardato 5 stanze dello stesso, di proprietà pubblica, ossia la pro­vincia di Ferrara, in un periodo nel quale non ci sono tantissime persone che svernano da quelle parti – pare che solo una stanza fosse prenotata.

Altro margine: a sentire il prefetto il comune di Goro non risulta abbia accolto ad oggi alcun profu­go.

Vi son state barricate, quindi, con bancali; “non siamo stati avvertiti”, c’è stato un “pericolo” perché l’ostello è posto vicino a abitazioni e scuole, infatti gli abitanti/manifestanti/barricaderi sono insorti, han minacciato di non far andare a scuola i bambini in vista della terribile minaccia, i pescatori di vongole non han fatto il loro mestiere per lo stesso motivo ecc.

Risultato? La ventina di donne e bambini/ragazzi son stati dirottati verso altri comuni limitrofi, e scorrono a fiumi le frasi che quasi giustificano la ‘rivolta degli eroi’ (sì, così son stati chiamati) di Go­rino.

Rimando ai link sotto per il resto e le precisazioni. E, essendo un ‘patito’ di numeri, faccio notare che 20 immigrati/profughi/ecc. su 4.000 sono lo 0,5%. Ok, su 400 sono il 5%, e anche il numero as­soluto conta, quando si tratta di “piccole” cifre e comunità, però mi sia spiegato quale minaccia sia insita in tale “invasione”: parliamo di donne e bambini, NEGRI, certo (BASTA BUONISMO): non però di ergastolani nigeriani infoiati – mi siano permesse queste battute, per favore. Grazie.

Termino tale premessa dicendo che a Goro risultano residenti meno di 50 stranieri

Altre fonti qui e qui.

È vero quel che vien detto nel titolo?

No. È vero che c’è una percezione in tal senso, testimoniata dai discorsi (spesso da bar/osteria, nel migliore dei casi) ascoltati di persona e non – ovvero sui media, anche quelli “seri”. Gli immigrati che son già qui – già detto – per la maggior parte lavorano, pagano imposte e tasse e contributi ecc. In una frase: “mandano avanti l’economia”. E – pur magari non avendone alcun diritto (moltissi­mi) – pagano parecchie pensioni e, in proporzione, son più “produttivi” di noi, pur portando a casa pagnotte/stipendi/entrate molto meno consistenti.

Sia chiaro: non vuol dir mica che TUTTI gli immigrati rispetto a TUTTI gli italiani siano dei campioni mondiali e che noi si sia delle mezze pippe (no, non sono Vincenzo De Luca): significa che bisogna far tesoro di quel che ‘ci si porta a casa’ e considerare correttamente i fatti; ad es. (succede in tutte le immigrazioni e in tutti i paesi) i ‘cervelli’ emigrano, e pertanto certi lavori non siano svolti dagli indigeni, lo vedo un po’ come un ricambio. Certo, la “situazione ideale” sarebbe quella nella quale avvenisse uno scambio quasi alla pari tra le nazioni, ovvero (sempre semplificando): vi fosse una si­tuazione di ‘pa­rità economica e sociale’ tra nazioni, ben vengano l’operaio cileno e il medico con­golese e l’ingegnere bulgaro in cambio dei corrispondenti italiani che vanno a cercar fortuna a Lon­dra o a Madrid o a Mona­co; ma così in realtà non è e non avviene.

E le ragioni sono molteplici, sociali e economiche, appunto. Citando a caso, parlando del nostro Paese:

– scarsa, storicamente, attenzione ai nostri “cervelli”; per non parlare di quella alla ricerca, universi­tà, ecc.

– politiche “di breve periodo” basate (si fa per dire) più sulla pancia e sull’emergenza – vera o pre­sunta – che sul cervello

– calcoli elettorali: già, perché da noi si va alle urne spesso, e quando le elezioni sono di una certa ‘importanza’ si tende quasi naturalmente a non solleticare i più bassi istinti dei votanti; o a fare il contrario, per raggranellare crocette sul proprio simbolo. Pare che paghi – parliamo sempre di bre­ve/brevissimo termine – porsi in atteggiamento dilatorio o beceramente estremista, al di là della lungimiranza, della prevenzione, dell’efficacia mostrata da studi sul tema (e non solo: si tratta anche di informare correttamente la popolazione).

Su quest’ultimo punto richiamo l’attenzione sul link a fine pagina al documento del Centro Studi di Confindustria: sono circa 70 pagine, ma la lettura è agile e veloce, e presenta parecchi spunti inte­ressanti, more solito ho sintetizzato.

Son tutti dei sottosviluppati, noi esportiamo cervelli, e importiamo braccia

Mah, seppure i numeri dicono e non dicono, è parecchio opinabile l’affermazione: ribadisco che ab­biamo percentuali di istruzione pressoché simili, nei confronti degli immigrati.

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Anche qui: nel documento a cura di CSC viene evidenziato, in ogni caso, il saldo positivo per la no­stra economia (in tutti i campi: si spazia dalle spese/entrate previdenziali – fondamentali in una na­zione col welfare troppo sbilanciato su questo versante – alla demografia).

E gli irregolari? Perché non se ne parla?

Se ne parla, se ne parla. E se ne parla soprattutto in quanto ritenuti fonte – a ragione, a volte/spesso – di reati e pericoli per la popolazione ecc.

Ma quanti sono? Le stime – ovvio: impossibile avere cifre precise – parlano di circa 500mila persone; è evidente, però, che non si possono definire entro contorni precisi numeri riguardanti il loro “peso” economico, però, in ogni caso, contribuiscono anche loro economicamen­te alla crescita – che si spera arrivi spedita, dopo anni di stagnazione – non fosse altro per i consumi interni, dato che ovviamente non si può parlare di benefici per il fisco e correlati.

Voglio porre l’accento sui numeri: gli irregolari ammontano a circa il 7/9% dei regolari; sicuramente parte di questi è da ritenersi infiltrata nella criminalità spicciola o organizzata, però, anche qui: è quella parte maggiormente percepita dalle nostre pance. Dire che è fisiologico, che ci vuol repres­sione – ma anche prevenzione, e norme studiate come si deve e via e via – appare persino super­fluo. Mi sembra giusto ricordarlo, in ogni caso.

Un breve aggiornamento

All’inizio ho ricordato e due il mio primo articolo, dove avevo sintetizzato alcuni concetti (basati sui nu­meri) ad es. sulla criminalità e la sua incidenza tra la popolazione straniera e quella italiana; mi pare corretto segnalare questi dati ben riassunti qui.

Concludo con una serie di link utili per chi vuole riflettere e documentarsi sul tema: 

il documento CSC

vari numeri sull’immigrazione

luoghi comuni smontati con dati e fatti

Rapporto ISMU

Stime irregolari ISMU

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