LETTERA DI ADDIO AI COMPAGNI

Mi avete delusa, compagni!
Credevo che avessimo tanto da condividere, credevo in una sinistra responsabile ed intellettualmente onesta.
Di poter combattere insieme a voi le battaglie per una società più giusta nei confronti dei più deboli, difendendo i valori della democrazia, senza ricorrere alla viltà e con senso di responsabilità nei confronti della Res Publica.
Mi adiravo quando mi si diceva che a forza di andare a sinistra si faceva il giro completo fino ad arrivare a destra.
Ho dovuto ricredermi. Ho visto ‘compagni’ manipolati dai media fingere di difendere la Costituzione e contemporaneamente parlare di Presidente del Consiglio non eletto dal popolo, ignorando o, peggio ancora, fingendo di ignorare, che la Costituzione non prevede che il P.d.C. venga eletto dal Parlamento (art.92).
Ho visto ‘compagni’ accecati dall’ideologia inneggiare alla distruzione dei principi cardine della democrazia, dicendo ‘Meglio che vada al governo Grillo, magari fa meglio di quel dittatore di Renzi, non me ne importa più niente’. Grillo, un milionario pluripregiudicato e parafascista acclamato e appoggiato dai ‘compagni’ che vanno in piazza al grido di ‘Renzi deve andare a casa’ insieme ai fascisti, ai leghisti, ai grillini, alla parte più squallida e reazionaria della società civile.
I ‘compagni’ che delirano di dittatura offendendo coloro che sono morti per darci la possibilità di esprimere le nostre opinioni, per la Libertà, per una Libertà che non deve essere intesa come libertà di insultare, di calunniare, di divulgare falsità.
Avete finto di difendere la Costituzione insieme a coloro che dicono di pulirsi il culo col tricolore, insieme a coloro che fanno le barricate per cacciare coloro che fuggono dalla guerra e dalla fame, insieme a coloro ai quali l’antifascismo non compete.
Avete fatto la gioia di gente come Salvini, Grillo, Giorgia Meloni, Di Maio, Di Battista.
Per salvare l’Italia da una dittatura inesistente avete impedito importanti riforme che avrebbero consentito un risparmio di 500 milioni di euro l’anno, che avrebbero abolito quello stipendificio inutile che è il CNEL, che avrebbero consentito il referendum propositivo, che avrebbero permesso tempi decenti per l’approvazione delle leggi, senza l’assurdo e inutile passaggio al Senato.
Avete creduto che dopo il referendum sulle trivelle le stesse sarebbero scomparse, perchè così vi hanno fatto credere. Vogliono distruggere i nostri mari!
Vogliono distruggere la Costituzione! Non era vero. Non avete risposto ai quesiti referendari in nessuno dei due casi ma,con la bava alla bocca, come i peggiori grillini, vi siete recati alle urne con un’insegna luminosa sulla fronte ‘Renzi a casa!”.
Conosco una coppia di genitori con una figlia gravemente autistica che è violenta, morde chiunque le capiti a tiro,
mette in bocca tutto ciò che capita, gratta il muro per mangiarsi la calce, si sbatte la testa contro il muro.
Questi genitori si rifiutano di dare alla propria figlia i farmaci che sarebbero necessari a farla star meglio. Motivazione: dall’autismo non si guarisce.
Noi facciamo parte diun’associazione e di un gruppo facebook che è contro i farmaci che avvelenano i nostri figli.
Negano in tal modo alla propria figlia,una ragazza di 16 anni, l’aiuto che potrebbe avere dagli antipsicotici, la serenità,
la possibilità di riposare la notte, la possibiità di essere inserita in ambienti dove potrebbe svolgere attività didattiche o ricreative. Per pura presa di posizione, per accecamento dovuto ai condizionamenti delle pagine facebook fatte da chi questi problemi non li ha. E quando ho detto loro ‘Ma se tu hai mal di denti,lo prendi un analgesico?
Se ti fa male la testa, ti curi? Se hai una colica renale ti tieni il dolore o ricorri ai farmaci?’ Risposta ‘certo, ma è una cosa diversa’ questa è stata la risposta.
No, non sono uscita, come si diceva a scuola, ‘fuori tema’. In ciò che ho raccontato vedo molte affinità con chi si lascia accecare dall’ideologia, dalle prese di posizione, senza ragionare pragmaticamente con la propria testa, senza il paraocchi ma pensando a cosa è giusto e cosa no.
Perchè io non sono abituata a buttare il bambino con l’acqua sporca e seppure è vero che c’è la corruzione, le ingiustizie, le disparità sociali, continuo ad esercitare il diritto di voto dando la mia fiducia a chi cerca di costruire e non a chi vuole solo distruggere.
Non a chi si comporta anche da adulto come un’adolescente brufoloso che si chiude in camera sbattendo la porta perchè non gli viene aumentata la paghetta.
Lo so che fa figo essere ‘antigovernativi’ ma è vero anche che qualcuno lo deve governare questo benedetto, assurdo Belpaese (cit. Guccini) e deve essere messo in condizioni di farlo senza subire i ricatti, le vendette, le coltellate di chi è in minoranza, altrimenti è il caos. Il risultato di tutto questo è, cari ‘compagni’, quello di aver consegnato l’Italia alle forze più retrograde, quello di voler bloccare tutto continuando a urlare ‘Questo è pisciato, questo è cagato’ ‘Dimettiti’. Senza però proporre alternativa alcuna.
L’alternativa a Renzi, in questa fase storica, sono le destre. In modo particolare coloro che parlano come i fascisti, che minacciano ‘Verremo a prendervi nelle vostre case’ ‘l’antifascismo non ci compete’ ‘la mafia non uccide’.
E adesso, ‘compagni’ butto al macero il mio simbolico eskimo e mi dissocio dalla vostra eterna adolescenza, dalla vostra eterna attesa della Rivoluzione proletaria, dall’attesa dl ‘sol dell’avvenire’.
Perchè è inutile rifiutare il pane in attesa della tavola imbandita.
Mangio il pane, spesso duro, ma non muoio di fame.
Scelgo di vivere nella realtà e non più nel vostro universo parallelo.’
‘Cum panis’ colui col quale si divide il pane. Non voglio più dividere il pane con chi non sa distinguere il peggio dal meno peggio, con chi sa solo distruggere.
Addio compagni, non vi seguo più. E, anche se può sembrarvi strano, mi considero più a sinistra di voi, che avete virato a destra, che vi siete consapevolmente
o inconsapevolmente grillizzati.
Ed io non voglio avere niente da spartire con chi appoggia gli sfascisti.
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“Trovarsi d’accordo non sempre significa condividere una ragione,
la cosa più abituale è che un gruppo di persone si riunisca all’ombra di un’opinione
come se fosse un parapioggia.”
– Josè Saramago – L’Uomo duplicato –