Il questionario ?

Devo dirvi la verità, facevo gli italiani più furbi di come li descriveva Berlusconi.
Sbagliavo.
Per questa ragione è il caso di spiegare un paio di cose che a quanto pare separano l’italiano medio da un bimbo di cinque anni che non ha bisogno del sostegno a scuola… ma andiamo con ordine.

Ieri mi sono inbattuto in tale “PRC Padova” (o qualcosa del genere) che fra una cosa e l’altra m’ha rifilato un questionario in cinque domande (da girare ai due candidati sindaci di Roma) per individuare, fra i “comunisti”, chi votare.
Manco a farlo apposta il famoso questionario viene da un ex elettore (ed eletto) del PD che è scappato a sinistra (el Chi) ma non è quello il punto.

Cioé… non so se vi rendete conto, un questionario in cinque domande per decidere se votare Virginia Raggi o Roberto Giachetti.
Oh ma c’avete la segatura nel cervello ?
Facciamo che se ai partigiani gli avessero chiesto “fascismo o liberazione” loro avrebbero risposto con un questionario di cinque domande per decidere da che parte stare ?

Il M5S è quello che s’è astenuto sulla legge che punisce il negazionismo, quello che ha tentato di sabotare la Cirinnà… quello che a Roma ha tolto dal programma il supporto alla comunità LGBT in piena campagna elettorale (per non scontentare i fasci). E dopo tutto questo ancora tocca vedere le risposte al “questionario” per sapere con chi stare ?
Cioé, PD e ‘sti qua stanno pari ?

Ci tornerò dopo su ‘sta storia… cambiamo argomento.

Più e più volte girando su internet ho beccato decine di tizi, tutti orgogliosamente (sedicentemente) di sinistra; ogni volta che gli si fa un appunto mettendoli “all’angolo” ti rispondono “ed il jobs act ?” o “quale sinistra toglie i diritti ai lavoratori ?”… tutto con l’immancabile “il PD / Renzi non è di sinistra”.
Lasciando perdere che è sgarbato rispondere ad una domanda con una domanda…beh cari miei, quella che voi chiamate “sinistra” non è sinistra, è sindacato… e manco UN sindacato qualsiasi (chiedete in Germania) ma IL sindacato all’italiana, ovvero un bubbone figlio di decenni d’assistenzialismo che tuttora prolifera e si nutre dell’imperativo categorico “ogni scusa è buona per accampare nuovi diritti, ogni tentativo di mettere mano ai diritti acquisiti (giusti o sbagliati, sostenibili o insostenibili che siano) è un attacco alla democrazia”.

Beh cari miei, voi di sinistra non c’avete più manco le suole delle scarpe ereditate dal nonno (partigiano pure lui – su internet sono tutti parenti di partigiani)… ma voi pensate davvero che un comunista vero avrebbe mollato la famiglia per rischiare la pelle campando di stenti al freddo sui monti perché “il governo brutto c’ha tolto l’articolo 18” ?
Pensate che davvero quello stesso tizio, in questa situazione, avrebbe pensato “eh ma fra questi che tolgono l’articolo 18 e quelli che strizzano l’occhio ai fasci, cercano d’affossare la legge contro il negazionismo e non rispettano l’opinione altrui meglio questi ultimi, almeno non toccano i diritti” (…economici, che poi è tutto da vedere).
Ma vi siete bevuti il cervello ?
Ma fatevi vedere da uno bravo… e se dice che siete a posto vuol dire che non è bravo: cercatevene un altro.

Sul jobs act, visto che bisogna comunque parlarne, diciamo che alla fine, fra lui e gli incentivi collegati, ha creato nuovi posti di lavoro (meno stabili quanto vuoi, ma pur sempre nuovi posti di lavoro) in un paese asfittico… ed ha pure portato un minimo di diritti nel campo dei precari e dei lavoratori a tempo determinato, terreno su cui i sindacati (e di conseguenza le sinistre) al di là di qualche uscita di circostanza se ne sono sempre allegramente fottuti perché non è gente che s’iscrive (a differenza, ad esempio, dei pensionati).
Non voglio dire che è una legge perfetta, anzi… ma fa esattamente quello che ci si aspetta dalla sinistra ovvero cercare di portare più lavoro e più diritti a più gente possibile, e se per farlo bisogna togliere qualche diritto a qualcuno allora prima di bocciare tutto bisognerebbe almeno valutare i pro ed i contro e vedere se nell’insieme è più il perso o il guadagnato. Questo a sinistra (e fra i grillini che si spacciano come “di sinistra”) non viene fatto. My 2 cents.
Non vi piace lo stesso ? Vi toglie qualche diritto che ritenevate inalienabile ? Vi sentite precarizzati dal jobs act ? È vostro diritto. Potete tranquillamente protestare e lamentarvi, siamo un paese democratico. Però abbiate l’onestà intellettuale di dire che lo fate perché toglie A VOI qualche diritto, perché A VOI non piace, perché VOI volevate qualcosa di diverso. Metteteci la faccia anziché cercare di prenderci in giro (fallendo miseramente) col “non è una cosa di sinistra”.
[bestemmia], Che Guevara la rivoluzione l’ha fatta su slogan come “le donne cubane ai cubani” e non su “il licenziamento senza giusta causa deve portare al reintegro”… fosse stato quello il problema sarebbe rimasto comodamente a casa sua a fumarsi i sigari in santa pace anziché schivare pallottole all’Avana.

Chiusa una parentesi, apriamone un’altra: esiste una cosa che si chiama forma ed un’altra che si chiama sostanza.
Per farla facile: il ghiaccio formalmente è acqua, sostanzialmente non lo è.

Formalmente presentare 85 milioni d’emendamenti è legittimo, sostanzialmente è delegittimare il Parlamento cercando di bloccare una legge che è voluta dalla maggioranza DEL Parlamento*,un po’come arrivare alle poste alle 9 di mattina e stare sei ore allo sportello chiedendo cinquanta volte i vantaggi dei servizi bancoposta per rompere le scatole a quelli dietro: formalmente puoi farlo, sostanzialmente ti meriti una sprangata fra le vertebre (e conoscendo la fauna delle poste è facile che qualcuno in fila dopo di te te la dia).

Questo mezzuccio è stato usato contro la riforma costituzionale e contro la Cirinnà, ed in entrambi i casi è stato aggirato “di forza”: non venite a romperci gli zebedei con “democrazia umiliata” perché semplicemente la cosa non sta in piedi: quello che s’è fatto (ricorrere alla fiducia o ad emendamenti “border line”) è un modo per ripristinare le prerogative del Parlamento: a casi estremi, estremi rimedi.

È come il commissario Giraldi che piglia Bombolo per l’orecchio, gli molla una pizza e gli dice “nun me fa ‘ncazzà”… il metodo sarà crudo e brutale, ma quel che si sta facendo è rimettere a posto le cose dove altri (e non il governo o la maggioranza del parlamento) stanno consapevolmente facendo casino nel tentativo di (loro sì) umiliare il processo democratico. Finitela di fare i giuristo-fighetti e ragionate seriamente su ‘sta cosa, asini.

Se ti piazzi allo sportello delle poste alle nove di mattina e per le undici sei ancora lì se ti vengono a prendere due inservienti e ti buttano fuori non è “abuso di potere”, è fare giustizia.

In particolare lo strumento della “questione di fiducia” è uno strumento democratico, presente nei regolamenti delle due camere e riconosciuto come tale (ed usato) da decenni; non è “abuso” farne uso, men che meno quando è l’unico modo per aggirare tattiche dilatorie pensate apposta per cercare di far deragliare leggi che (è evidente dal fatto che alla fine sono passate, ed a larghissima maggioranza) la maggioranza del parlamento vuole.

Già così fra doppia navetta, commissioni, rimandi, questioni di costituzionalità è abbastanza difficile riuscire a far passare una legge, se ci mettiamo pure l’handicap autoimposto di non poter usare tutti gli strumenti a disposizione della maggioranza e del governo “perché poco eleganti” (specie quando le opposizioni la fanno platealmente fuori dal vasino) facciamo prima a chiudere bottega.

Passiamo oltre: vi sarà capitato d’avere a che fare con gente che vi vuole fregare (se rispondete “no” la risposta è “sì, ma sono troppo imbecille per accorgermene”); generalmente questa gente non vi dirà di volervi fregare. Shocking, vero ?
Beh, come fa un pupetto di cinque anni a capirlo allora ?
Col duck test, o “test dell’anatra”.
Sostanzialmente se qualcosa nuota come un’anatra, vola come un’anatra, cammina come un’anatra e starnazza come un’anatra… beh, non ci crederete ma è molto probabile che sia un anatra.

Incredibile cosa si riesca a fare oggi con la scienza, vero ? (cit.il grillo parlante – pinocchio)

E dunque, miei fidi infanti troppo cresciuti, ecco un modo facile per discernere le persone affidabili dai mascalzoni: fatene tesoro.

Ora proviamo questo, per voi nuovissimo, strumento. Se:

  • Borghezio, Alemanno, Salvini e Maroni danno il loro endorsement al M5S
  • il M5S s’astiene sulla legge contro il negazionismo
  • il M5S cerca di far fallire (all’ultimo minuto) le unioni civili (che danno alcuni sacrosanti diritti ad una minoranza, quella LGBT)
  • Grillo va dicendo che l’antifascismo non gli compete
  • in Europa il M5S s’allea (ed è correntemente alleato) con alcuni fra i peggiori partiti xenofobi e razzisti
  • il M5S usa toni quasi leghisti su immigrazione ed immigrati

…e tanto tanto altro… beh, test dell’anatra: da che parte sta il M5S ?

Torniamo alla questione della Vera Sinistra. È arrivato l’endorsement di Dario Fo per il candidato di destra, che suona tanto come Grillo in “né di destra né di sinistra… ma mai, mai, mai col PD”, frase che assomiglia tanto allo slogan di Terza posizione (poi ripreso da Casapound) ed a quello del Front Nationale di Le Pen. Oh, test dell’anatra eh.

Fermo restando che Dario Fo oramai è visibilmente “arrivato” e penso che se gli dici “viva Pjanic” risponde “viva Pjanic” senza neanche capire che ca— ha detto la questione è primariamente di chi ancora gli mette un microfono sotto la bocca (dove, a mio avviso, c’andrebbe un bavaglino) e di chi (i suoi parenti) ancora lo lascia parlare anziché “ritirarlo a vita privata” visto che in questo stato appanna la sua immagine e la sua memoria.

O, detta facile, quando un giorno se ne andrà c’è il rischio che ce lo ricorderemo più come il rincitrullito che prima stava in consiglio comunale con la sinistra-sinistra e poi ha finito per dire “votate il candidato di destra” anziché come l’artista che ha vinto un Nobel.

Possibile che uno in questo stato venga ancora considerato come uno “credibile” o anche solo “ragionevole” per la Vera Sinistra? Lo so che la figura del commediante con la moglie (rip.) artista intellettuale ed il figlio socialmente impegnato (per capirci è quello di “siate indipendenti dal punto di vista alimentare, fate un orto nei balconi di casa vostra” – un consiglio che al massimo può seguire Bertone), che parla dei poveracci mentre intasca non meno di 10.000 euro al mese fra reversibilità della pensione della moglie, premio del Nobel e qualche investimento fatto negli anni rappresenta bene la gauche au caviar, però insomma…

Torniamo a bomba… il supporto delle vere sinistre a M5S e simili.
Partiamo dal ripetere una frase di Renzi, che in questo caso casca a fagiolo: chi è di sinistra e ce l’ha col PD per qualche motivo non va a votare i partitini di vera sinistra ma il voto di protesta lo va a dare direttamente al M5S (prova provata che il test dell’anatra non è abbastanza diffuso).
Lasciamo perdere per un attimo l’ANPI, di cui parlerò un’altra volta… oramai la sinistra esiste, in condizione omeopatica (una parte su cinquanta quando va bene) solo per mostrare ai pochi sopravvissuti d’essere diversa… e per farlo non trova niente di meglio che dire che i partiti attigui non sono vera sinistra… e più grossi sono più li attaccano.

Visto che il PD ha fatto il vuoto intorno a sé (ed il M5S ha vampirizzato i partitucoli comunisti oltranzisti) siamo ovviamente arrivati alla situazione in cui la sinistra-sinistra (quel che ne rimane) campa dicendo “il PD non è di sinistra” e riempiendolo di contumelie.
E grazie al cavolo… il PD è un partito riformista moderno (per molti versi più vicino ai democratici americani che ai comunisti locali) che aspira (riuscendoci) a governare ed a fare delle rifome, la vera sinistra invece è un blocco di gente che è convinta di poter riportare in auge il 1970 e vivere all’ombra di “bandiera rossa” in un mondo, quello odierno, in cui i punti di riferimento del Capitale (che per loro è ancora la bibbia) si sono persi in una società globalizzata completamente nuova e diversa da quella a cui si poteva applicare (?) l’idea di Marx.
Ecco, questa gente arriva a preferire il M5S al PD (sempre per mancanza del test dell’anatra).
Ma dico io, ma c’avete la segatura in testa o avete risciacquato il cervello nell’acqua del bidet ?
Io non sono di sinistra, io al massimo sono un riformatore di centrosinistra, e che debba dirlo io significa che la cazzata l’hanno fatta veramente grossa: ma rendetevi conto che per non votare un partito riformatore che con la sinistra se non altro condivide molti obiettivi (lavoro, giustizia sociale) finiranno per dare endorsement a gente che è assimilabile all’estrema destra, ed è palese che lo siano… non possono manco nascondersi dietro al “seems legit”.
Capisco l’odio perché “non è giusto, noi siamo i comunisti veri e siamo al 2% mentre loro sono annacquati e governano” ma porc— non possono non accorgersi che per non votare il centrosinistra stanno dando i voti ad una becera destra populista.
E’lì. Sono lì a scambiarsi gli SMS con Salvini (Di Battista), a prendere attestati di stima dai peggiori figuri partoriti dalla politica nazionale (Borghezio) ed a cambiare continuamente le carte in tavola per non scontentare l’elettorato di destra… si sono rimangiati qualsiasi scampolo d’ideale di sinistra che ostentavano fino al 2013 perché politicamente non conveniente… e ancora quelli di “Vera Sinistra” non se ne accorgono ? Ma saranno ottusi !
Cosa gli è rimasto ? Quello stipendio “sociale” (oramai una leggenda metropolitana) noto come reddito di cittadinanza ? Siamo a due passi dal “pane con la tessera” e dalle tante operazioni “sociali” d’un tipo di (nazional)socialismo che di sinistra non ha nulla.
Dai ragazzi, Grillo ieri ha annunciato “tanti esuberi” (licenziamenti) al comune di Roma, ammonendo che “chi è bravo non ha nulla da temere”, siamo a due passi dal “se non hai la tessera del PNF non puoi lavorare”… e niente, il questionario per capire chi votare perché partono pari. Facciamoci del male.

…e non parliamo degli opinion leader di quelle parti, a partire dall’allegra brigata di MicroMega storicamente capitanata Paolo Flores d’Arcais (che ne è l’emblema e rappresenta bene cosa sono).
Questa gente è convinta che l’apparente unità d’intenti col M5S (che non esiste se non nella loro testa e nel “buttiamo giù Renzi”) li possa portare un giorno ad “addomesticare” il Movimento 5 Stelle e farne la “sinistra ideale” finalmente maggioritaria nel paese che esiste nella loro testa.
In pratica sono convinti che se giocano abbastanza bene le loro carte e si presentano in modo abbastanza amichevole un giorno loro saranno gli opinion leader di questo gruppo di criptofascisti, che loro correggeranno e redimeranno… ma in seguito; dopo aver tolto di mezzo l’usurpatore Renzi, l’usurpatore PD e tutti gli altri usurpatori della sinistra che osano essere di più pur non essendo veramente di sinistra.
Lo so, sembra impossibile, eppure e così e le centinaia di “lettere aperte” che PfdA ha indirizzato al Movimento dimostrano che veramente gli “intellettuali di sinistra” sono convinti di poter “istruire” gente il cui messaggio non va oltre il “ora arriviamo noi e ci liberiamo di voi”.

Parliamo degli ideali del Movimento ?
In questi giorni è uscita la notizia che la deputata M5S Roberta Lombardi, preoccupata per lo stato della scuola frequentata dalla figlia, abbia chiesto alla scuola degli atti per valutare l’effettiva bontà degli stabili.
Fino a qui tutto bene, il problema è che la “cittadina deputata” l’ha fatto su carta della Camera dei Deputati e l’ha fatto senza indicare che è la madre di uno degli alunni.
In pratica il preside s’è visto recapitare una missiva proveniente dalla Camera dei Deputati in cui si chiedevano precisi dati sulle infrastrutture scolastiche (a quanto capisco con l’obbligo di fornire la documentazione entro 30 giorni).
Qui a volerci vedere bene c’è sia l’abuso di potere sia il conflitto d’interessi: lei è lei e noi, per dirla alla marchese del Grillo, “nun semo un cazzo”.
Comico, vero ? Dopo averci rotto per anni (e lo fanno ancora) sul conflitto d’interessi quando ci sbattono loro manco se ne accorgono.
Eppure i grillini rispondono che ha fatto bene…
…sì, i grillini, gli stessi che dal 2010 ci fanno ‘na capa tanta sui “privilegi della casta” innalzando al cielo il celeberrimo libro di Stella e Rizzo.
In pratica siamo contro ai privilegi, ma non contro quelli dei nostri.
Facile pensare che se la stessa cosa l’avesse fatta un Giachetti o un Renzi avremmo Di Battista incatenato alla fontana di Trevi che piagnucola a favore di camera… invece lo fa la Lombardi ? Tutto ok.
Non mi credete ?
Leggete voi stessi…

lombardi e la scuola

Se andate qui fra i commenti ne troverete decine di ‘sti voli pindarici.

La verità è che ‘sti qua sono interessati solo al potere, a “vincere” e di tutto il resto non gliene frega niente. Anche i loro supposti primati d’integrità morale (tanto sbandierata quanto, qui è evidente, falsa) sono solo carta da culo quando danno fastidio agli irreprensibili (per dogma) rappresentanti di sua peppità nelle istituzioni.

Sono così contorti, nel loro modo di fare settario, da aver ridefinito termini, parole e significati a seconda delle necessità, cosicché se gli altri si mettono d’accordo da qualche parte è inciucio, se lo fanno loro (magari dietro le quinte) ricevendo endorsement a manetta in previsione dei ballottaggi invece sono “convergenze parallele”, “unità d’interessi”… al più gli ex-avversari hanno “visto la luce”.
Sono così deviati che l’abuso di potere, il conflitto d’interessi ed i privilegi sono “inconcepibili” se li usano gli altri mentre diventano legittimi se ad usarli sono i loro beniamini (amorevole quello che “ma in quella scuola ci vanno anche altri bambini, quindi non è a fini personali… anzi, è un servizio per la comunità”).

…e poi però alla fine leggi “il PD non è di sinistra”, “piuttosto che votare Renzi voto il M5S”, “il PD sta umiliando la democrazia”.
No ma dico… ma vi rendete conto ? Vi meritereste di provarli sulla vostra pelle (ed a Roma probabilmente lo farete); rincretiniti come siete dall’orgoglio, dalla presunzione e dal desiderio d’essere “migliori”, di poter salire in cattedra e punire qualcuno perché non è come voi probabilmente porterete la rovina a Roma salvo poi, come già avete fatto con Berlusconi e Forza Italia, mollare tutto con una scrollata di spalle ed un “Il Movimento 5 Stelle ? Non li ho mai votati”.

* Maggioranza DEL Parlamento: metà più uno dei rappresentanti del popolo, cosa diversa da maggioranza IN Parlamento, che è la maggioranza che ha votato la fiducia e sostiene il governo.