Il programma del Movimento 5 Stelle sull’energia

Il Referendum è passato, il Governo è caduto, le Camere potrebbero essere prossime allo scioglimento, e quindi è il caso di cominciare a ragionare di programmi.

Nella giornata di ieri Grillo ha indicato i principi fondamentali sulla quale sarà incardinato il prossimo programma del movimento a 5 stelle, e ha deciso di farlo parlando di energia. Come di suo consueto ha scelto il formato video, ma ha fornito anche una trascrizione che quindi possiamo andare ad analizzare. Lo so che per chi già non è convinto dal Movimento a 5 Stelle è facile archiviare questo scritto come una buffonata, ma se vi mettete nei panni di un indeciso – che determinerà comunque anche la prossima elezione – capite come anche questa proposta debba essere valutata come il fondamento di un programma di governo, e quindi va analizzata sia nelle sue parti retoriche, sia nelle parti fattuali che descrivono la visione del mondo dell’M5S.

Andiamo a cominciare

Di nuovo a parlare di energia. Sono 30 anni che parlo di energia. Dal Wuppertal Institute al Fattore Quattro, ai fratelli Weizsäcker, Sachs, Lester Brown. Li avevo conosciuti tutti nel mondo. Tutti che parlavamo di energia perché è un cambio di civiltà.

In questa prima frase retorica notiamo un elemento: il name dropping, ovvero l’inserimento di nomi famosi per dare un tono e una importanza alla frase. Questo non è semplice name dropping, ma è quello che io chiamo name dropping Veltroniano, ovvero il citare nomi estremamente di nicchia per accreditarsi come una figura alternativa. Per rendervi conto quanto siano di nicchia quei nomi provate a cercarli su Wikipedia: ho visto pagine dedicate a locomotive con più informazioni.

Allora fatevi una domanda: un barile di petrolio costa 50 dollari, un barile di Coca Cola costa 350 dollari. Secondo voi è una cosa normale? Secondo voi è un’economia razionale? Intelligente? Di buon senso?

Il petrolio è una materia prima e il prezzo lo fa il mercato; la Coca Cola è un prodotto finito venduto al dettaglio e il prezzo lo fa il supermercato. Non voglio farti perdere tempo a spiegarti la differenza tra un prodotto finito e una materia prima, ma ci basti dire che gran parte del prezzo della Coca Cola va in pubblicità.

Che cosa c’è sotto che vogliono ancora ripristinarci il petrolio, il gas, il carbone. Ancora il carbone, perché i costi sono inferiori, mentre andiamo verso tecnologie raffinate

C’è sotto la legge della domanda e dell’offerta: fin quando c’è petrolio e gas, e non c’è un metodo per ottenere energia più economico – anche dopo le tasse per coprire l’impatto ambientale – allora si continuerà ad usare petrolio e gas.

mentre andiamo verso tecnologie raffinate, le stampanti 3D che metteranno assolutamente in crisi la vecchia e utopica industria pesante.

Digressione dall’argomento energia a quello della produzione. La stampante 3D non mette in crisi la vecchia e utopica (?) industria pesante perché il 99% delle cose che ci servono non è personalizzato, e perché le travi di acciaio non si stampano in plastica. La stampante 3D ha un suo ruolo, e ne abbiamo già parlato qua.

Abbiamo ormai il concetto di energia, ne parlavo 25 anni fa. Dicevo che le case – anche quando le spegni – consumano energia. Siamo scemi? Facciamo centrali nucleari per mantenere accese delle cose spente, i led dei nostri registratori, video e televisori, le nostre spie nelle case. Tutto acceso. Abbiamo una centrale nucleare in Europa che serve a dare energia alle nostre utenze spente. Avremo il futuro delle fibre ottiche che collegheranno i nostri elettrodomestici, tutte le nostre utenze collegate col WiFi, quindi avremo il riscaldamento, avremo il raffreddamento, avremo la lavanderia, avremo tutte le utenze di casa collegate, quindi toglieremo i picchi, l’energia, la potenza impegnata, paghiamo energia che non consumiamo.

In questo paragrafo prima ci si lamenta che lo stand by consuma energia, e poi si propone come soluzione una smart grid che funziona appunto tenendo tutto in stand by. La confusione è tra capacità e picco: l’energia che si consuma in stand by è poca, è sprecata, ma è perfettamente coperta della rete elettrica: il problema lo si ha con il picco, ovvero quando tutti i fornelli a induzione (per restare su esempi casalinghi, e non tirare in ballo l’industria) si accendono alle 13:00 sovraccaricando la rete. In questo senso la smart grid permette di accendere e spegnere determinati elettrodomestici in modo da tenere sempre un consumo totale più basso in ogni singolo momento evitando i black out, e potendo dimensionare l’energia totale di picco necessaria più in basso. Questo però non fa per se risparmiare risorse nel calcolo generale dato che prima o poi il fornello lo devi accendere comunque.

Siamo veramente al Paleolitico ancora. Per fare una casa oggi la fai in maniera che fa energia e non la consuma. Non hai bisogno di fare centrali a carbone, centrali a turbogas. Si importa gas, si fanno gasdotti che arrivano dal Turkmenistan e passano sotto gli ulivi millenari della Puglia, il paradiso terrestre mondiale, per arrivare a Brindisi e poi dare il gas in Austria. Ma stiamo scherzando? Questi sono fossili che ragionano come fossili.

Il Movimento a 5 Stelle quando parla di energia riduce tutto all’elettricità, perché è rinnovabile, ma il gas non serve solo per fare elettricità anzi: solo il 29% del gas viene consumato nelle centrali termoelettriche, mentre il 41% va tra residenziale e terziario (riscaldamento, scaldabagno, fornelli…).

L’energia è un cambio di civiltà, l’energia è un cambio del mondo. Fra 25 anni il lavoro quale sarà? L’istruzione è in grado di capire che cosa sarà un lavoro tra 25 anni? Molti esperti dicono che il 50% dei lavori conosciuti spariranno, ne arriveranno degli altri: la robotica, l’intelligenza artificiale, i big data. Oggi la prima azienda mondiale è Alphabet (Google). Compra oggetti offline per collegarli in Rete. E noi di che cosa parliamo? Noi dobbiamo parlare con questi quesiti, dire se siete d’accordo se dobbiamo passare a l’elettrificazione, dal petrolio all’elettrificazione in 30 anni, un piano trentennale-quarantennale dell’energia.

Alphabet è una grossa azienda, ma non è la prima azienda mondiale anzi, non è neppure nelle prime 20. Non è difficile sapere quali sono le più grosse aziende: avrai certamente sentito dire “Fortune 500“, ovvero la lista delle 500 aziende con i fatturati più alti. Bene, Alphabet è al trentaseiesimo posto.

Al primo posto c’è Walmart: supermercati e centri commerciali; al secondo Exon Mobil: Petrolio; al terzo Apple: computer, elettronica, e multimedia. Walmart ha 2,1 milioni di dipendenti ed è l’azienda privata che impiega più persone, mentre Foxconn – l’azienda Taiwanese che (tra gli altri) assembla i prodotti Apple è la sesta – con 1,3 milioni di dipendenti.

Con questi numeri possiamo avere una diversa e più fattuale visione del mondo.

Allora noi abbiamo nel nostro programma, lo avete sempre visto, come punti di riferimento le rinnovabili. Gradualmente passiamo alle rinnovabili, le produciamo noi, il Paese del Sole. Sono stato fra i primi ad avere un impianto fotovoltaico, qua, che mi faceva 5/6 kilowatt, e dovevo recuperare, stoccare in batterie. Oggi c’è l’elettrico e la mobilità elettrica, Tesla, il signor Musk, ha fatto nei primi tre mesi della sua attività più guadagni di tutto l’anno dei petrolieri. La Rockefeller Foundation non investe più un centesimo nel petrolio. Ci dobbiamo investire noi con questi cazzoni che sono al governo? Ma vi sembra normale?

Come guardiamo al futuro?
Allora, Tesla elettrifica.. Poi c’è un progetto della Nissan – che ha coinvolto anche società italiane – per far diventare l’automobile in un accumulatore. Tu accumuli nella batteria della tua auto elettrica la corrente di notte e se non la usi la rimetti in rete e te la pagano di giorno il triplo, con la differenza di prezzo ti paghi il leasing della macchina. Quindi la macchina intesa non solo per muoverti, ma come accumulatore di energia che è uno dei più grandi problemi che abbiamo.

Tutte idee bellissime, ma la Tesla S costa 80.000 euro, mentre la Nissan Leaf è molto più economica e costa solo 40.000 euro: se anche con la batteria dell’auto andassi ad usare sempre la tariffa bassa di una bioraria al massimo taglio a metà la bolletta: quanti anni di leasing devo fare?. Ma anche immaginiamo che ti regalino i pannelli solari e che non spendi più nulla (neanche il canone Rai): ci sta nei conti l’auto elettrica? Ma anche se per assurdo monti i pannelli solari, produci energia che ti viene comprata al triplo del suo valore, anche in quello scenario se oltre a risparmiare, guadagnassi 3 volte il costo della bolletta, lo copri un leasing che ad andar di lusso son 200€ al mese?

Una altra considerazione: il movimento a 5 Stelle – con queste parole del suo Leader – è ancora ancorato ad un presente in cui ognuno ha una auto privata. Ad oggi il 54% della popolazione mondiale vive nelle aree urbane, ed il trend è ancora in aumento: è facile immaginare come le auto private diventeranno sempre più scomode fino ad essere rimpiazzate dal car sharing.

Bisogna pensare in avanti, a 50 100 anni. E bisogna cominciare adesso a dire: entro il 2025 faremo questa transizione dal fossile alle rinnovabili. Come si fa? C’è una sola politica su cui agire: il sistema fiscale: detassi il lavoro e tassi chi consuma energia e materie prime.

Nella mia libreria c’è un vecchio tomo intitolato “L’oggi e il domani della scienza in Russia”: è stato scritto nel ’57 e immagina – nei sogni degli scienziati Sovietici – il paradiso del proletariato nel 2007. Di quanto ha sbagliato? Beh potremmo partire con il dire che non c’è neppure più l’Unione Sovietica, ma sarebbe una battuta facile. Questo libro immaginava basi lunari, ed energia illimitata grazie al nucleare. Morale: non si pensa a 50 anni: si pensa a 10 anni, ovvero per un politico la propria legislatura e la successiva.

La nostra filosofia dovrebbe essere 2-20-20. 2: passare a un consumo medio di energia che è 6 kilowatt la media europea a 2, con l’efficienza e con le tecnologie. Ci lavorano i più grandi politecnici d’Europa, da 6 kw a 2 kilowatt.
Poi da 40 tonnellate pro capite di materiale che consumiamo a 20 tonnellate, e da 40 ore di lavoro a 20 ore di lavoro. Questi tre pensieri sono tre pensieri per effettuare il cambiamento del mondo, sono mezzi per arrivare un tipo di società dove il lavoro pesante lo fa la macchina, dove io ho più ho più tempo libero e liberato dal lavoro, dove lavorano i robot e io posso dedicare tempo alla mia famiglia, leggermi un libro, agli amici, alla mia vita. Vogliamo mettere la vita delle persone al centro. E per fare questo bisogna fare un cambio di pensiero, di energia

Cosa vuol dire 2 Kilowatt? Parliamo sempre e solo di corrente? Con 2 kW non ci accendi neanche una piastra a induzione, e per quanto si possa immaginare un miglioramento dell’efficienza se si vuole andare oltre il gas si aumenta il carico elettrico, e quindi la potenza sale e non scende, anche contando l’ottimizzazione, e comunque stiamo continuando a parlare sempre e solo di utenze domestiche, e non ad esempio di quanto costa energeticamente il ciclo dell’alluminio.

Da 40 a 20 tonnellate, qua immagino non stiamo più parlando di energia ma stiamo parlando di consumo di risorse pro capite. Qui entriamo in un discorso più ampio di produzione, importazione e consumo, e partirei ragionando su questa ricerca, e anche sul tipo di materiale e come potrebbe essere sostituito.

La diminuzione dell’orario di lavoro è probabile che prima o poi avverrà, ma appunto abbiamo visto le aziende che globalmente occupano più personale non hanno ancora trovato un modo di automatizzare i processi. Mettere la merce sugli scaffali in un supermercato può essere fatto da un sistema semi automatico, ma con una flessibilità nettamente inferiore a come viene fatto a mano.

Oltre a questo tendiamo sempre a pensare solo al lavoro utile finale, e non a tutte le attività che lo circondano: ad esempio un cannone tedesco della seconda guerra mondiale aveva bisogno di 11 persone per sparare, ma facendo il conto del numero di soldati di una divisione di artiglieria ce ne sono 40 impiegati in altre attività.

E in fine non è la politica, ma la scienza e la tecnica spinte dal mercato e dal finanziamento pubblico che hanno lo scopo di migliorare le condizioni: ma questo non è un programma energetico, è un desiderio per un futuro migliore ancora di la da venire, mentre qua per quanto sia retrò e 2D occorre ancora pensare con i piani quinquennali.