I dolori del giovane renziano.

Il 4 dicembre è successo qualcosa d’inaspettato e per me, e penso per molti altri, qualcosa di così macroscopico che è il caso di fermarsi e trarre le conseguenze.

Partiamo dalla parte facile, dai proverbi: ogni paese ha la classe politica che si merita.

Io, e noi di questo blog in generale, abbiamo tentato e continueremo a tentare di spingere verso il meglio per noi, per il nostro paese e per i suoi concittadini, però è vero che non puoi trascendere dai limiti di chi poi alle urne andrà a votare.

Pensavamo che gli italiani fossero più furbi, più intelligenti, e invece ci tocca vedere gente che all’indomani del voto casca dalle nuvole, che si chiede perché Renzi s’è dimesso, che addirittura arriva ad inventarsi improbabili “prorogatio” per approvare le leggi che sono rimaste a metà fra Camera e Senato (bicameralismo paritario, guai a chi ce lo tocca, eh?) senza rendersi conto che non c’è più un governo e, anche se ci fosse, non c’è più una maggioranza politica dietro che quelle norme le può approvare.

Niente.

Ma questo è il meno, il peggio è stato vedere quello che è avvenuto in questi giorni: le sguaiate feste della minoranza del PD, con D’Alema alticcio che rimbrotta “voleva rottamarci, ora l’abbiamo rottamato noi” e Bersani che va a La7 a sfottere il suo segretario con Travaglio mentre i peggiori troll del M5S d’improvviso scoprono che Bersani è grillino (niente di nuovo sotto questo fronte: i grillini danno e tolgono la stima a chicchessia in funzione di quanto siano funzionali al loro “sistema”).

Ma vedete, è qui che casca l’asino…

Io ho iniziato (se scorrete le pagine e gli articoli potrete accorgervene voi stessi) come bersaniano, addirittura Renzi mi stava sulle scatole… eppure nei mesi e negli anni sono diventato renziano (addirittura ieri qualcuno m’ha apostrofato “boschiano”, vai a capire tu…) e v’assicuro, la cosa non è stata né per convenienza né per fede nei confronti del “partito”.

Già, il partito. Io ho la tessera del PD, e a meno di qualche evento particolare in direzione oggi non intendo rinnovarla, anzi… intendo prendere le distanze da questo (cosiddetto) Partito Democratico, ma di questo ne parlerò più avanti.

Perché sono diventato “renziano” (e dirlo ora, nell’ora peggiore dei renziani) ? Perché nonostante Renzi mi stia sulle scatole m’è bastato risentire Bersani per desiderare d’emigrare. Perché vedere Bersani nei salotti di quelli che il PD l’hanno sempre strumentalmente preso a pesci in faccia (e non solo il PD, il PD e NOI DEL PD) ad esultare m’ha messo una tristezza infinita addosso.

Perché, semplicemente, Bersani ha un’idea del centrosinistra che è quella della donna di servizio delle destre… stare tutto il giorno a dire “e questo non va, e quello non funziona, e quell’altro si deve aggiustare” non è politica, non è neppure populismo (per quello ci sono leader più adatti, vedasi Grillo), è sudditanza psicologica.

Ma, cioè, io dovrei votare un partito che come fine ultimo ha solo sistemare i casini combinati dai bagordi “degli altri”, senza un minimo di visione a lungo termine che non sia “aggia a passà a nuttat” fra un party di destra e l’altro ? Star lì a prendersi i pesci in faccia e chiedere sacrifici perché poi arrivi qualcun altro (le solite destre più o meno populiste) a rimettere tutto nella cacca un’altra volta… tanto poi all’occorrenza arriva il PD di Bersani a dire “ue ragassi, questo non funsiona… danniamoci la vita per sistemarlo così poi loro possono ri-romperlo”.

In queste ore ho potuto valutare la differenza fra un leader che era fin troppo ottimista (ma che almeno un’idea sul domani ce l’aveva) ed il vecchio PD, quello del “tutto il mondo va a destra, e l’avete vista com’è brutta la destra… noi dobbiamo fare sistema e proteggerci”. Ma dove dovremmo andare con un’idea di sinistra che è solo un conservatorismo in salsa un pelo più rossa ?

Di conservatori (dello status quo) ce ne sono già altri, ben più rodati e molto più credibili (con una storia ed una tradizione in tal senso), ed anche se per me sono fumo negli occhi sicuramente per chi vuole il conservatorismo quelli sono certamente preferibili. Ma chi vogliamo prendere in giro ? Bersani pensa di potere fare il CEO d’una multinazionale con le competenze ed il modus operandi d’un amministratore di condominio.

 

Finalmente ho visto un pelo di politica seria in Italia, ho visto una persona che ci mette la faccia, perde e si dimette… ed ho visto che manco questo è bastato perché la gente, sia negli altri schieramenti sia nel suo, avesse il fair play per dire “ha fatto bene, s’è comportato da signore”.

Cavolo, siamo messi male per davvero se non si riesce a riconoscere manco l’eleganza di saper perdere.

No, qui ora va di moda il “no, devi restare e farti impallinare, tu ed il tuo partito” per il giubilo di chi t’ha fatto cadere. Fra questi spicca il solito Bersani con “io non voglio governare sulle macerie”.

Ve la ricordate questa frase ? Se vi dico 2011-2012 ? Avete proprio tanta voglia di tornare a quando s’è buttata via una vittoria per correre dietro alla “responsabilità” ?

Anni a correre dietro a Monti, a firmare le peggio porcate (vedasi la Fornero, puntualmente rinfacciata ogni 30 secondi) perché “altrimenti dell’Italia restano le macerie” mentre chi il casino l’ha fatto si riorganizzava, ricostruiva le strutture di partito e si accreditava con l’elettorato facendo facilissima opposizione alle manovre che per senso di responsabilità il PD firmava ? (parlo della Lega Nord)

Ecco, ed ora vogliono rifare la stessa cosa, di nuovo, con l’aggiunta che a farlo vorrebbero fosse Renzi, perché loro chiedono responsabilità ma d’andarci loro a gestire il casino che hanno contribuito a combinare non ne hanno assolutamente voglia… e non vogliono manco andare al congresso perché sanno bene che ce li mangeremmo vivi.

 

No, guardate, mai ho visto tanto pressappochismo fra gli elettori (essì che le europee m’avevano fatto sperare che gli italiani fossero più furbi) e tanto masochismo da parte dei quadri del partito. Il tutto perché tante persone nel PD anziché pensare al bene del partito hanno pensato alla “ditta” a gestione familiare, e vogliono relegare Renzi ad una “parentesi” da dimenticare, un po’come Prodi.

Beh, io non sono stipendiato dal PD, non ho legami con le strutture del PD e con loro non c’entro assolutamente nulla.

La direzione o il benessere del PD non sono mai stati un qualcosa che mi porta un rientro personale, quel che ho fatto l’ho fatto solo perché io ci credevo e perché volevo il bene del paese.

Ora non credo più che il bene del paese stia nel PD, o almeno non credo che stia in quel PD che è disposto a giocarsi tutto per permettere ad un gruppetto di cariatidi ed ai loro minions di riprendersi la segreteria… a scapito del partito (che pagherà salatissimo, come consensi, questo assassinio politico) ed a scapito del paese (che è di nuovo in balìa dei mercati e di Grillo).

Non andrò ad astenermi ma qualsiasi rapporto abbia mai avuto col PD (finora l’unico è stato prendere la tessera) finisce qui.

Spero che Renzi riesca a ripulire il partito ed a renderlo nuovamente presentabile (e per me “renderlo presentabile” vuol dire buttare fuori ‘sti tizi) ma ora il PD non è più “casa mia” e se tutto dovesse tendere al peggio e le redini dovesse riprendersele Bersani o uno dei suoi a quel punto voterei NCD che, per quanto distante dai miei ideali, almeno è stato “leale” e, se non altro, quand’è servito il voto l’ha messo (vedasi unioni civili).

Non ho altro da dire, vostro onore. Mi reputo colpevole d’avere capito cos’è l’orgoglio d’avere un’idea e portarla avanti nonché di non essere così prono ad un partito da seguirlo sempre e comunque, senza vedere quello che succede dentro.

Ho sempre criticato i grillini perché sono servi del blog e delle verità calate dall’alto, non posso essere come loro e dire “sia fatta la volontà della direzione”: il PD è un partito ed io ho il mio voto. Se non mi piace cosa c’è dentro sono libero di votare altrove.

Le vostre mucche in corridoio accuditevele da soli.