Varoufake o Varufuckis?

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Questo argomento contiene 5 risposte, ha 4 partecipanti, ed è stato aggiornato da  Anonimo 2 anni, 8 mesi fa.

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    Anonimo

    Varoufake o Varufuckis?

    Quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito (medio).

    Domenica, idi di marzo. Alle 21.45 va in onda sul primo canale pubblico tedesco, subito dopo il tradizionale poliziesco della domenica “Tatort”, quello che è probabilmente il talk show più seguito in Germania. Lo conduce, dal 2011, Günther Jauch, che durante la settimana lavora per la maggiore rete privata e presenta la versione tedesca di “Il Milionario”. Già questo ci dà un´idea del programma, ci consiglia di dedicare il nostro tempo prezioso ad altre attività.
    Però questa domenica c´è qualcosa di particolare. E´ annunciato fra gli ospiti, in collegamento da Atene, il ministro delle Finanze Yanis Varoufakis. Da alcuni anni, da quando è scoppiata la crisi del debito e la Grecia si è trovata sulla soglia del default (anzi, la soglia l´aveva già oltrepassata) e i contribuenti europei sono stati chiamati a mettere una toppa alla situazione (anche quelli del Sud; Spagna e Italia si sono esposte nei confronti della Grecia con decine di miliardi, mentre la loro esposizione, prima del pacchetto di “salvataggio” era minima, ma questo i media tedeschi si guardano bene dal farlo notare), che in Germania si usa un tono sprezzante nei confronti dei paesi del Sud Europa. Vengono definiti “Stati dell´olio d´oliva” per richiamare alla mente immagini bucolico-rurali di (buoni?) selvaggi; vengono richiamati in continuazione all´ordine e al dovere di “fare i compiti a casa”, metafora volta a sottolineare l´aspetto immaturo, fanciullesco e bisognoso di guida dei (buoni?) selvaggi del Sud; se ne sottolinea la pigrizia e corruzione. (Ma se c´è un corrotto, non ci sarà anche un corruttore? No, perché proprio in questi giorni le procure svizzere stanno indagando in vicende di fondi neri, che pare siano stati usati per corrompere politici greci. Usati da chi? Fra gli altri, sembrerebbe, dall´industria degli armamenti tedesca).
    Negli ultimi tempi, poi, giusto per surriscaldare ulteriormente il clima, si fanno volentieri passare per i media “contributi” che sottolineano come la Germania sia odiata dai popoli dell´ olio d´oliva.
    Bene, che, in questo clima, Yanis Varoufakis decida di partecipare a un talk nazional-popolare con l´intento di tendere una mano amichevole alla Germania (queste le sue dichiarazioni sulle sue intenzioni e infatti anche durante la trasmissione cerca di fare leva sui sentimenti europeisti pregando di accantonare quelli nazionalisti) può farti decidere di accendere la tv e guardare la trasmissione.
    Ma a questa trasmissione, poi, cosa succede? Quello che può succedere a una trasmissione dal titolo “Si presenta lo spauracchio dell´euro” e che ospita in studio, oltre al già presentato conduttore, un giornalista della famigerata Bild-Zeitung e il Ministro delle Finanze della Baviera (insomma, un pezzo grosso) che assomiglia alla versione montanara e robusta di Salvini (come ci si può aspettare da un esponente della CSU). Per la quota “neuronica” è invitata anche una giornalista economica della taz, l´unica che presenterà cifre e fatti e che valga la pena ascoltare, peccato che gli interventi di Jauch ignorino in qualche modo il suo contributo al dibattito.
    Presentati gli ospiti in studio e salutato quello ad Atene la regia manda un video che dovrebbe presentare più in dettaglio Varoufakis, la sua vita e il suo pensiero. Si tratta di un filmato in cui sono ricuciti spezzoni di vari video, commentati da una voce esterna che dà il filo rosso. Proprio alla fine, quasi si stesse parlando del presente, vengono presentate le famose scene tratte dalla conferenza di Zagabria. La voce fuori campo commenta: “Varoufakis vuole dare ai Greci nuova fiducia” e il video mostra l´allora professore che dice: “la Grecia avrebbe semplicemente dovuto annunciare di non poter pagare…”. A questo punto, in una sorta di interruzione del video originale, interviene nuovamente la voce narrante: “…e manda messaggi chiari, soprattutto alla Germania” e qui Varoufakis, facendo il gesto esplicativo: “… e mostrare il dito alla Germania dicendo, il problema potete risolverlo da soli”.
    Da Striscia la Notizia conosciamo benissimo questo tipo di montaggi: si presenta qualcosa come attuale quando non lo è, o la si estrapola dal contesto originario creandone uno nuovo con immagini suggestive o, più semplicemente come in questo caso, dandone un´interpretazione attraverso una voce che “spiega”.
    A questo punto Varoufakis interviene dicendo che il filmato è “doctored”.
    Ebbene, da quel momento il focus del programma diventa il dito medio di Varoufakis e continua ad esserlo nei giorni successivi in tutti i media, con tutto il dibattito sul “dito vero/dito falso” “Il video non è manipolato, Varoufakis mente” e “Si può avere fiducia in chi non vuole pagare e ti mostra il dito?” “Ha offeso il popolo tedesco” (che è quello che paga di più e viene poi maggiormente criticato, aveva già suggerito Jauch durante la trasmissione, con l´espressione da rintronato che è la sua versione dell´ironia socratica).
    Qualcuno che abbia notato che Varoufakis ha durante il programma esplicitamente dichiarato che è sua intenzione ripagare il debito e quello che chiede è di dare alla Grecia la possibilità di crescere in modo di renderla in grado di pagare? Non pervenuto.
    Qualcuno che abbia registrato le cifre per nulla confortanti che presentava la giornalista della taz per chiedersi, e chiedere a Varoufakis, come sia possibile coprire un tale buco? Può veramente bastare “crescere”? Non pervenuto.
    Tutta la discussione è rimasta a livello di pura pancia.

    Mercoledì sera, 18 marzo. Il conduttore della trasmissione satirica Neo Magazin Royale, Jan Böhmermann, reduce dal grande successo del video V for Varoufakis, in cui gioca, fra l´altro, sugli stereotipi nazionali che hanno ormai completamente avvelenato la discussione politica all´interno dell`Europa, dichiara del video incriminato è falso e di esserne il falsificatore e pubblica un “making of” decisamente ben fatto, divertente e, di primo acchito, abbastanza credibile.
    Giornali e web si scatenano di nuovo. E´ il turno per i (non numerosissimi) sostenitori tedeschi di Varoufakis e per i (già un po´ più numerosi) critici dell´austerity e/o del sistema informativo di cantare “L´avevo detto”, “Si vedeva benissimo che era un fake” e “Dagli alla Bild, dagli alla Bild!” Di nuovo, tutti concentrati sul “sarà vero/sarà falso” del dito, non su quali siano in realtà le posizioni di Varoufakis e della Grecia sul debito, sulle possibilità di uscirne, sulle ripercussioni che le eventuali soluzioni potrebbero avere sulla popolazione europea e sull´idea di Europa.

    Giovedì, 19 marzo. Jan Böhmermann, in risposta a chi si chiede ora quale video e quale dito sia vero, twitta in inglese “We would never ridicule the essential journalistic debate about a two-year old, out of context middle-finger or those seriously engaged in this debate”.
    Non penseremmo mai di ridicolizzare il fondamentale dibattito giornalistico su di un dito medio di due anni fa posto fuori contesto né coloro che sono seriamente impegnati in tale dibattito.

    La morale di questa fiaba tragi-comica?
    Pone la nostra attenzione sui meccanismi con cui viene montato uno scandalo, sul modo populistico con cui viene affrontata l´informazione, concentrandosi su non-temi che hanno facile presa, sulla leggerezza con cui tutti (non solo i media, anche noi nel quotidiano) accettano “prove” se queste confermano la teoria che già si voleva dimostrare, ma tendono a rifiutarle se la confutano.

    #12470

    Anonimo

    Grazie. Sinceramente, non pensavo che anche i tedesci fossero poco immuni al populismo. Purtroppo, dilaga sempre e di più ovunque.

    #12474

    Pallacorda
    Keymaster

    Vuoi postarlo come articolo? Per me va bene 🙂

    #12475

    Anonimo

    @ snatch
    Un fantasma si aggira per l´Europa 🙂

    @Pallacorda
    Era pensato, in realtà, come approfondimento per una conversazione iniziata di là; per un articolo non mi sarei concentrata tanto solo su questo caso. Se però serve un pezzo di alleggerimento, lo propongo nello spazio commenti a qualcuno abilitato perché lo pubblichi. Ci sarebbero però da correggere un paio di refusi e non trovo più il bottone “modifica” 🙁

    #12476

    Anonimo

    Articolo! Articolo!
    Ma quindi, giusto per completezza…tra gli stati del Sud Europa verso cui la ggente tedesca si sente in credito e che vorrebbe vedere a fare i compiti per casa…ci siamo anche noi? Penso di sì, in verità, ma questo spiegherebbe molte cose.

    #12479

    Anonimo

    Sicuramente, almeno per quanto riguarda i compiti. Sul credito ancora, obiettivamente, non possono dire niente (e infatti non dicono niente, neppure che i terroni italiani hanno sborsato un bel po´ per contribuire alla stabilità dell´euro o, come si ama dire, per “salvare la Grecia”) per cui al momento l´Italia danza in seconda fila nel corpo di ballo degli stati dell´olio di oliva. Del resto, finché ci sarà un´étoile come Varoufakis, perfetto bersaglio , con il suo bisogno di palcoscenico e luci della ribalta, per una campagna mediatica, possiamo stare relativamente tranquilli.
    Mi ha un po´preoccupata che i telegiornali, riportando della guerriglia a Francoforte un paio di giorni fa, non avessero fatto che ripetere che buona parte dei violenti proveniva dall´Italia. Nei giornali la notizia veniva data però in modo più neutrale (anche se sulla Bild non ci giurerei, ma non l´ho letta 🙂 ). Vediamo come si sviluppa.

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