Festa del lavoro?

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Questo argomento contiene 2 risposte, ha 2 partecipanti, ed è stato aggiornato da  Anonimo 2 anni, 7 mesi fa.

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  • #12698

    Anonimo

    Domani, primo maggio 2015, è la Festa del Lavoro. Molti ironizzano sul fatto che ci sia poco da festeggiare, vista la situazione occupazionale infelice del paese.
    Dati recentemente pubblicati hanno evidenziato che il tasso di disoccupazione sia raddoppiato tra il 2007 e il 2014. Un dato non proprio confortante. Qualche giorno fa il Ministero del Lavoro ha evidenziato un incremento di contratti a tempo indeterminato. Ma come si spiega, se i disoccupati aumentano? Premesso che i dati sull’occupazione andrebbero analizzati su periodi più lunghi, almeno un anno, ma anche oltre, la spiegazione non può che essere questa: molte imprese stanno stabilizzando i precari, approfittando sia delle agevolazioni contributive, sia della nuova disciplina sulle tutele crescenti. D’altra parte, una volta pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto sulla disciplina dei rapporti di lavoro, il fenomeno andrà ad incrementarsi. Forse non sono ancora risultati che dovrebbero spingere a celebrare, ma sono sicuramente notizie positive. Dopo anni in cui le riforme del lavoro tendevano verso una precarizzazione dei rapporti, abbiamo avuto un’inversione di tendenza a livello legislativo che sta realizzando anche dei risultati: per migliaia di persone significa passare dal contratto precario a un contratto a tempo indeterminato, con una retribuzione più elevata, tredicesima, quattordicesima, contributi previdenziali, possibilità di accedere a un mutuo, più in generale una prospettiva di vita più sicura. Ancora molto resta da fare, bisogna migliorare la struttura burocratica che sovraintende al mondo del lavoro, bisogna cambiare il modo, anche culturale, con cui sia i lavoratori, sia i datori di lavoro, si approcciano al “rapporto di lavoro”.
    Ci vorrà tempo, indubbiamente.
    E poi, ovviamente, si deve anche sperare che il trend economico cambi.
    Infatti è vero che con le leggi non si crea lavoro.
    Tuttavia delle buone leggi aiutano l’occupazione.
    Un datore di lavoro sarà più incentivato ad assumere se il quadro giuridico in cui si inserisce il rapporto di lavoro sia abbastanza chiaro.
    E vale tanto per l’ingresso quanto per l’uscita.
    Avere regole certe su quali tipi di contratti si debbano stipulare e quali siano le prevedibili conseguenze di un licenziamento, magari anche illegittimo, indubbiamente favoriscono le assunzioni.
    Naturalmente è la festa di tutti i lavoratori, anche quelli autonomi, gli imprenditori e i liberi professionisti.
    A livello fiscale qui qualcosa si è visto, ma è ancora poco, bisogna fare di più.
    Per gli avvocati, categoria cui appartengo, ci sarebbe da intervenire sulla legge professionale, varate nel 2012 con il voto quasi unanime del Parlamento, anche di quel PD guidato da coloro che oggi si dichiarano esponenti della “vera” sinistra, che difende i deboli e lotta contro i privilegi.
    Una legge che, in barba alla Costituzione e alla Carta dei diritti europea, mira a sfoltire gli albi tagliando fuori coloro che possiedono redditi più bassi, a tutto vantaggio degli esponenti più ricchi della categoria.
    Dobbiamo festeggiare domani? Io penso di si.
    Perché, in una situazione ancora molti difficile, vedo tante persone che, invece di dedicarsi allo sport nazionale del lamento, si rimboccano le maniche e cercano di combinare qualcosa di buono.
    E, allora, buona Festa del Lavoro a tutti.

    #12699

    Antonella Baroni
    Partecipante

    Pubblico?

    #12700

    Anonimo

    No, penso che ne scriverò un altro più ampio.

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