Come distruggere un partito di centrosinistra con le primarie

Questo articolo è di Garibaldi Pentito.

In fenomeno interessante che unisce la Sinistra Verace, la rete, e la Brexit è la guerra civile scoppiata all’interno del partito laburista.

Un breve riassunto. Vent’anni fa Tony Blair (a cui Renzi si ispira) si prese in mano il partito dopo l’ennesima batosta elettorale, e lo trasformò in un partito di centro (CDX in alcune cose). Ridusse l’influenza dei sindacati, e rottamò senza pietà la Sinistra Verace (il gruppo Militant Tendency e affini). Ora il partito è per il 90% blairita (in realtà c’erano correnti anche all’interno di quella, ma semplifichiamo), con pochissime sacche di Sinistra Verace. Sconfitti ma non eradicata, alcuni restano nel Labour, altri si rifugiano nel Socialist Workers Party, entità di margine ma agguerrita vista solo nelle università o in qualcuna delle poche fabbriche rimaste.

A parte lo spostamento al centro, Blair perfezionò anche un modo di far politica a guida mediatica, introducendo “spin doctor” et similia nella politica europea (anche se il buon Silbione certe tecniche le aveva già introdotte in Italia). Tutto andò a gonfie vele, sembrava che i Tories fossero destinati a scomparire. Ma dopo vent’anni, e sopratutto dopo la guerra in Iraq (che ha fatto cadere la stella Blair) e dopo la crisi economica (che ha fatto cadere la stella Brown, suo successore) i laburisti perdono potere, e nel 2010 vengono sostituidi da Cameron, un clone di Blair.

Nel frattempo la gente si è stancata dei blairiti così perfetti che sembrano fatti in un laboratorio – si iniziano ad affermare gente come Farage con le sue facciacce e soprattutto Boris Johnson, una specie di Stanlio. Il fatto che appaiano ridicoli viene preso come sintomo di autenticità e sincerità – “nessuno farebbe così lo scemo apposta”. I Laburisti invece continuano con i politici “perfetti” e anonimi.

Nel frattempo si presenta anche il problema dell’apatia politica del pubblico, con il numero di tesserati di tutti i partiti in caduta libera. Per attrarli, il partito Laburista (come altri in giro per il mondo, tra cui anche il PD) trasforma l’elezione del segretario (e candidato Primo Ministro) in un evento mediatico: le primarie. Le regole sono cambiate cosicché la gente (e non più i parlamentare e sindacati) possano eleggere il segretario direttamente. I candidati ufficiali devono essere presentati da un parlamentare, e sono tutti anonimi blairiti, indistinguibili gli uni dagli altri; per dare un po’ di varietà allo show, la segretaria aggiunge un vecchio attivista della Sinistra Verace, anti-business e anti-EU, che era sopravvissuto alle purghe blairite. Un parlamentare con tutto il carisma di una tovagliolo, giusto per assicurarsi che non abbia la minima chance: Jeremy Corbyn.

I nemici del Partito non credono alle loro orecchie. Il giornale conservatore e pro-Brexit Daily Telegraph invita continuamente i propri lettori a partecipare alle primarie per votare Corbyn, per “distruggere il partito laburista una volta e per sempre”

Allo stesso tempo la Sinistra Verace si risveglia dall’ibernazione e inizia a mobilitare i militanti per fare lo stesso. A questi si aggiungono elettori laburisti stufi dei cloni blairiti. Si vede lo stesso pattern visto poi con Trump e il referendum: l’establishment minimizza, poi nota i trend di crescita del candidato “fuori dagli schemi”, si aspetta l’inevitabile calo, si inizia a preoccupare, intervengono “figure istituzionali” per cercare di spiegare alla gente che stanno facendo uno sbaglio, si rendono conto che la gente vuole “punire” il Partito e se ne frega, panico. Jeremy Corbyn diventa nuovo segretario del partito laburista, tra la costernazione del partito stesso e il giubilo della gente.

Il Partito cerca di lavorare per farlo fuori, ma è difficile visto che è stato scelto dal popolo. I risultati delle elezioni mid-term non sono buoni e presagiscono disastri alle prossime elezioni generali, ma non disastrosi abbastanza da fornire una scusa per liberarsene. Arriva il referendum Brexit, e Corbyn, che è sempre stato per Brexit perché la UE è “banke!!11!11 big bisnesss!!11” dice di acconsentire a fare campagna per Remain. Ma si vede che non gli interessa, è molto tiepido e infatti se ne fa anche in vacanza in mezzo alla campagna elettorale. Dopo la batosta Brexit (dove le aree storiche di Labour hanno votato per uscire) il Partito finalmente ha un buon motivo per far presentare una mozione di sfiducia e liberarsene. Una cinquantina di membri del governo ombra e altre cariche si dimettono e il pomeriggio di Martedì 28 Giugno gli hanno votato la sfiducia.

Ma nonostante l’aspetto da timido insegnante di lettere, Corbyn è in realtà un vecchio testardo combattente, e si scopre che ha usato tutte le sue energie per crearsi una sua organizzazione parallela al partito laburista: Momentum. Sono un miscuglio di vecchi militanti e giovani incazzati Esattamente come i grillini, comunicano su twitter e social, e sono al di fuori della struttura di un partito. Lunedì 27 Giugno, la sera prima della sfiducia, la prima prova di forza: in diecimila si sono presentati “spontaneamente” per un suo comizio davanti al parlamento. Esattamente come i grillini, twittano foto della piazza piena per dimostrare che sono con la ggente. E hanno fatto picchetti notturni davanti alle abitazioni dei parlamentari che vogliono votare la sfiducia, per intimidirli e impedirgli di dormire. Sulla rete inizia a girare il tipo di propaganda che noi italiani conosciamo fin troppo bene: per esempio “I parlamentari chiedono 23M di rimborsi elettorale, Corbyn NO!” Sembra che il grillismo sia un archetipo che si ripete in culture politiche diverse.

Quindi lui non ha intenzione di dimettersi e la sfiducia non basta – non c’è l’obbligo di dimissioni (quando John Smith, il predecessore socialdemocratico di Blair che morì prima di poter vincere le elezioni creò queste regole, si pensò che era troppo ovvio per fare una regola). E se lo costringono in qualche modo, si può semplicemente ripresentare alle prossime primarie. Insomma, è come se Rizzo o Grillo avessero preso controllo del PD nel 2009.

Nel frattempo i conservatori si apprestano a creare un nuovo governo pro-Brexit, costituito da politici così di destra e neoliberisti (Gove, Boris, Norman Tebbit, Liam Fox, ecc) che considerano Thatcher una moderata . Gente che crede al darwinismo sociale, e secondo cui i poveri sono tali perché deboli, stupidi o entrambi, perché se fossero validi si sarebbero costruiti una posizione nella vita, quindi meritano solo disprezzo e nessun aiuto.

Insomma, i metodi grillini fanno scuola, la Sinistra Verace come al solito non ottiene nessun risultato se non creare un terreno fertile per l’esplosione della destra, e improvvisamente rieccoci negli anni 70. Siamo arrivati a questa situazione per vari motivi: la voglia della gente di andare contro l’establishment, la stupida scommessa referendum di Cameron, l’idea idiota delle primarie e far votare sul futuro del partito a gente che non è del partito.

E adesso aspettiamo Trump.