A me non la si fa

Solita folla di clienti nel pomeriggio del grande centro commerciale; nella sala controllo ci sono tre persone chine sui loro monitor,  un tizio che chiameremo “il pelato”,  calvo, con una bella barba fluente, nella sua impeccabile divisa da guardia giurata con la grossa pistola appesa al cinturone, osserva attentamente le telecamere di sorveglianza.  Ha addocchiato dei rom che si muovono in modo strano tra gli scaffali,  e li segue senza mai perderli d’occhio. Ogni tanto zoomma su di loro.

A qualche metro ci sono io, che ho quasi fininto di scaricare l’aggiornamentop del firmware ai PLC della supervisione, e di fianco un me c’è un tizio magro,  che chiamerò “il secco”, il tecnico dell’anticendio.  Il suo caffè si è freddato,  è concentrato sugli eventi registrati, sta scorrendo  l’elenco lunghissimo degli allarmi degli ultimi giorni (incredibile quanta gente che si ostina ancora a  fumare nei cessi).

Sono quasi le sei di pomeriggio, sto per rifare la borsa degli attrezzi per andare via. Anche il secco ha finito, sbadiglia e si stiracchia.

Nella stanza c’è un secondo  addetto alla sorveglianza, che chiamerò  “king kong”,  un ragazzone enorme di origini sudamericane, scuro di pelle, alto un metro e novanta e con due spalle larghe come un armadio a due ante, sta parlando alla radio con una delle altre guardie sparse nel centro commerciale. C’è un ragazzo che chiede cosa fare con un cliente molto agitato, che pretende di parlare con il “capo della vigilanza”.

-“mandalo a cagare, cosa vuole?”

– “dice che è una gurdia di finanza, e che ci denuncia se ci rifiutiamo di farlo entrare in sala controllo”

Silenzio.  I due della vigilanza si scambiano uno sguardo. Non c’è un buon rapporto tra loro e la guardia di finanza.

Premessa: I vigilanti sono pagati dai negozianti. Li conoscono, ci parlano, tutti i giorni, controllano i loro negozi. I negozianti sono grati ai vigilanti che gli restituiscono la merce rubata dai taccheggiatori, per sdebitarsi gli offrono sempre qualcosa dove si mangia, uno sconto dove si vende, un favore quando capita. C’è un rapporto di fiducia, tra di loro si chiamano per nome. Quando arriva la finanza per dei controlli non passa mai inosservata, ci sono telecamere ovunque,  i loro movimenti sono tenuti sotto controllo e i negozianti prontamente avvisati del loro arrivo. Per questo tra guardie giurate e finanzieri non c’è un buon rapporto. Ho visto i carabienieri fermarsi spesso a mangiare con le guardie giurate, (i carabinieri vengono chiamati spesso per venire a  prelevare i taccheggiatori arrestati). Con i finanzieri mai, nemmeno un caffè.

  • “ok. Fallo salire”

Il tizio che dichiara di essere un finanziere esibisce il tesserino, lo mostra come fosse l’ostia sull’altare.

  • “Embè?” gli fa King Kong
  • “devo vedere le registrazioni della sorveglianza del parcheggio. Subito. Mi hanno rubato la macchina”
  • “sticazzi” dice il pelato. “ci sta la praivasi. Ce vuole l’ordine del giudice”
  • “ma io sono un finanziere…”
  • “e allora?”
  • “vabbè dai, tra colleghi…”
  • colleghi?” King kong si è alzato in piedi. Lo sovrasta di tutta la testa, il finanziere gli gira intorno, sembra un turista sotto alla statua del Donatello.
  • “Colleghi?!?” ripete il pelato girando la testa dai monitor.

Io e il secco, che stavamo di spalle, abbiammo girato le sedie, siamo in prima fila. Ci vorrebbero i pop corn.

  • “ma insomma che cazzo ci state a fare qui se vi lasciate rubare le macchine davanti agli occhi?”

La faccia di king Kong passa dal marrone chiaro al marrone scuro, ma riesce a controllarsi

  • “come l’hanno aperta la macchina? Era chiusa? Le Hanno rotto il vetro, ha trovato i cocci per terra?”
  • “no, niente cocci. E le chiavi ce l’ho in tasca, è sparita, vi dico, non c’è più”
  • “era solo?”
  • “no, con una amica, ma è andata via”
  • “non l’avrà presa lei la macchina…?”
  • “no impossibile, non aveva le chiavi”
  • “e come è andata via?”
  • “a piedi”

Ci guardiamo in faccia l’un l’altro. Stiamo pensando tutti la stessa cosa?

  • “le ha in tasca le chiavi?”
  • “eccole”
  • “non è che la sua ragazza ne aveva un’altra copia?”
  • “NON E’ la mia ragazza!!” grida

Noto che il pelato gli sta gaurdando le mani. Seguo il suo sguardo, e vedo che porta la fede al dito. humm…

Voglio offrire nuovi spunti alle indagini, intervengo:

  • “una volta ho rubato una macchina per sbaglio. Una 126 identica alla mia, era parcheggiata a fianco alla mia, e le serrature della fiat sono tutte uguali… ho fatto in tempo a fare benzina, prima di accorgermi che l’arbre magic non era quello all’eucalypto che prendo sempre.”
  • “non mi prenda per il culo. Non c’era nessuna macchina uguale alla mia li vicino, e quelle che c’erano sono andate via, il parcheggio è vuoto”
  • “come vuoto?” dice il pelato “è quasi l’ora di punta…”
  • “che cazzo ne so, vuoto. Vuoto. E anche buio. Se non fate funzionare le luci, poi grazie al cazzo che i ladri fanno come gli pare, siete degli incompetenti!”

Sto valutanto la possibilità di dargli una sediata in faccia. Sono sicuro che testimonierebbero tutti a mio favore.  Il pelato e king kong  si girano verso di me con espressione interrogativa. Mi giro verso il PC della supervisione e controllo accuratamente tutti  i quadri di distribuzione.

  • “Tutte le aree aperte al pubblcio sono accese e risultano Online” rispondo senza voltarmi
  • “non dite stronzate, è buio la sotto, vi dico, l’ho visto!”

Ok, lo meno. La borsa degli attrezzi ha il peso giusto e può essere lanciata come una fionda grazie alla cintura. Faccio per alzarmi, ma la manona di king kong mi si appoggia sulla spalla.

Lla pressione, di circa 150kg, è più che sufficiente a farmi sedere di nuovo.  E’ scuro in volto, e non lo dico per razzismo.

  • “a che piano ha parcheggiato?” gli fa king kong sospettoso
  • “al meno 2”
  • “il meno 2 è chiuso per lavori, ho staccato i sensori l’altro ieri” replica il secco.
  • “chiuso un cazzo, sono entrato, ho parcheggiato, era aperto!”
  • “ehi, di che colore erano le pareti? Rosse? Blu? Verdi?” il pelato si è illuminato come una lampadina
  • “ma insomma, mi hanno rubato la macchina, e voi mi parlate di pareti?”

Il pelato prende la radio:

  • “Gianni, vieni su. Accompagna il signore nel punto dove ha parcheggiato”
  • “cercate indizi?”
  • “in un certo senso. Vada con il ragazzo con la radio, noi la seguiamo qui dai monitor”
  • “non finisce qui, eh? Se non mi aiutate a trovare i ladri vi denuncio per favoreggiamento”
  • “lo segua! Ora!” intima king (se si fosse battuto i pugni sul petto non avrebbe potuto essere più convincente).

Dopo un quarto d’ora:

  • “Gianni a sala controllo”
  • “Avanti gianni”
  • “Il coglione ha sbagliato ascensore, la sua macchina era parcheggiata al meno 1”